5.4.3 Varietà e miglioramento genetico

COLTURE DA FIBRA - COTONE D 129 5.4.3 Varietà e miglioramento genetico. Il cotone coltivato nel mondo appartiene a quattro specie del genere Gossypium, due diploidi (G. arboreum e G. herbaceum) e due tetraploidi (G. hirsutum e G. barbadense). Tra queste il G. hirsutum, specie da cui si ottiene oltre il 90% della produzione mondiale, è dotato di una fibra di media lunghezza (25,4-30,2 mm). Nella cotonicoltura statunitense si distinguono varietà del tipo Acala, Delta, Deltapine, Stoneville, Coker e Mac Nair. Molte delle varietà utilizzate a livello mondiale sono di origine americana. Varietà molto precoci sono state selezionate nei Paesi dell ex Unione Sovietica e in Bulgaria a partire da germoplasma autoctono. Circa il 30% del cotone prodotto nel mondo proviene da varietà transgeniche, resistenti agli insetti grazie all introduzione di un gene del batterio Bacillus thuringiensis (Bt) e all applicazione di erbicidi totali (Roundup Ready@). Il G. barbadense rappresenta circa il 5% della produzione mondiale, è dotato di fibra extralunga (.34,9 mm), fine e resistente, ed è noto anche come cotone egiziano o Pima Cotton. Il miglioramento genetico ha consentito l incremento della produzione e il miglioramento della qualità della fibra, il conseguimento di varietà prive di gossipolo (sostanza tossica che limita l impiego del seme per l alimentazione animale e umana), l adattamento alla raccolta meccanica e, infine, la resistenza a stress ambientali e fitopatie. 5.4.4 Tecnica colturale. Il cotone è una coltura da rinnovo, ma in molti ambienti cotonicoli succede a se stesso per più anni senza apparenti effetti negativi. abbastanza frequente il suo inserimento in rotazioni da biennali a quinquennali con cereali, leguminose e oleaginose. La preparazione del letto di semina prevede un aratura estiva seguita, in epoca precedente la semina, da un erpicatura. Al fine di anticipare l epoca di semina, è in uso la pacciamatura temporanea, come in Spagna, con microtunnel autoportanti posti in solchi profondi 8-15 cm, larghi 15-25 cm e distanti 95-100 cm. Il cotone, sulla base delle asportazioni e restituzioni, richiede per ogni 3,0 t/ha di cotone grezzo, un apporto di 100-150 kg/ha di N, 70 kg/ha di P2O5 e 45-75 kg/ha di K2O. L azoto in genere è distribuito in parte alla semina (30%) e in parte in copertura (70%), anche mediante fertirrigazione. L epoca ottimale di semina coincide con il raggiungimento della temperatura minima di 15 °C a livello del suolo. Negli ambienti mediterranei tali valori sono raggiunti tra metà marzo e aprile. La semina, tradizionalmente, si effettua a file distanti 97-102 cm, con un investimento di 10-12 piante/m2, interrando il seme a 2-4 cm. Impianti più fitti, recentemente, hanno una discreta diffusione con semine a file strette (narrow row NR), a 75 cm, o ultrastrette (ultra narrow row UNR), a 25-40 cm, in modo da conseguire una densità di 20-27 piante/m2. Il controllo delle infestanti può essere effettuato meccanicamente con sarchiature nell interfila, ma anche con erbicidi in pre-semina e preemergenza (pendimethalin, trifluralin, metolachlor) o in post-emergenza (fluazifop butil, meturon). L uso di erbicidi ad azione totale è una pratica ormai diffusa negli ambienti dove è permessa la coltivazione di varietà transgeniche. Per il cotone è fondamentale l irrigazione. Nel mondo più del 60% della coltura di cotone viene irrigato. La quantità di acqua fornita con l irrigazione varia notevolmente in funzione di diversi fattori. Buoni livelli produttivi sono garantiti mantenendo il 35% dell acqua disponibile nei primi 90 cm del terreno. I metodi irrigui per aspersione e infiltrazione da solchi sono abbastanza diffusi nelle aree a cotonicoltura estensiva, mentre quelli a microportata risultano molto più consigliabili, specie negli ambienti a limitata disponibilità idrica. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin