5.5.2 Caratteri botanici e varietà

COLTURE DA FIBRA - KENAF - ALTRE COLTURE DA FIBRA D 131 450 mm, con piogge ben distribuite. Preferisce terreni profondi, freschi e ben dotati in azoto, a granulometria fine, e tollera salinità moderate. 5.5.2 Caratteri botanici e varietà. Si tratta di una dicotiledone erbacea annuale, della famiglia delle Malvacee. Autoimpollinante, a stelo eretto, ramificato o meno a seconda della densità di investimento, con altezza compresa tra 1 e 4 m; foglie lobate o palmate a seconda della varietà, fiori solitari, ermafroditi, posti all ascella delle foglie. Il genere raggruppa oltre 150 specie; il miglioramento genetico si è rivolto principalmente alla durata del ciclo e alle caratteristiche della fibra. 5.5.3 Tecnica colturale e produzioni. Richiede le pratiche comuni tipiche delle colture a semina primaverile-estiva, con particolare attenzione alla preparazione del letto di semina. L investimento è intorno a 30-40 p/m2, con densità più alte per la produzione di fibra. Ha effetto rinettante nei confronti delle infestanti ed è coltivato in asciutto. La raccolta può essere effettuata in autunno, con o senza macerazione e/o separazione in campo della corteccia dalla parte legnosa. L utilizzazione principale è la produzione di cellulosa, ma può essere materia prima per lettiere, pannelli isolanti e alimentazione del bestiame; inoltre sembra avere buone potenzialità come coltura da biomassa per energia. 5.5.4 Principali avversità. Il kenaf è sensibile al nematode galligeno Meloidogyne spp., a Sclerotium rolfsii e alla Rhizoctonia solani. Può essere soggetto ad attacchi di afidi, durante i primi stadi di piralide del mais (Ostrinia nubilasis) e di Botrytis sp. verso la fine del ciclo. 5.6 Altre colture da fibra 5.6.1 Abacà. Detta anche canapa di Manila, non tutti sanno che la abacà è un banano, una specie del genere Musa, lo stesso del banano da frutto. La abacà (Musa textilis) è una pianta che fornisce un ottima fibra tessile, resistente, flessibile e a prova di acqua salata. Come altre Monocotiledoni, siamo di fronte a una pianta, di 5 o 6 m di altezza, il cui tronco è in realtà dato dalle guaine delle grandi foglie che avvolgono il fusto fiorale e partono a loro volta da un fusto sotterraneo, perenne. Le foglie sono più di una ventina per pianta e crescono a partire dal basso verso l alto, stratificando la base del loro picciolo una sull altra. Sono proprio tali guaine a dare il prodotto da cui si ottiene la fibra. Per il resto, i fiori e i frutti sono simili a quelli del banano, ma con un valore alimentare decisamente inferiore. diffusa nel Sud-Est Asiatico, soprattutto nelle Filippine, di cui la Musa textilis è originaria; oltre che come canapa di Manila, la abacà è commercializzata anche come canapa di Davao e canapa di Cebu. I primi a cercare di portare l abacà al di fuori delle Filippine furono gli Olandesi nel 1925 (a Sumatra), poi gli Inglesi fecero la stessa cosa nel 1930 in Sarawak (Borneo malese), ed infine gli Statunitensi ne tentarono la coltivazione, con successo, in America centrale. La raccolta, consiste in una periodica sguainatura effettuata due o tre volte l anno su esemplari di almeno due anni di vita; la loro produzione dura circa dieci anni. Dopo la sguainatura si effettua la spampanatura, alla fine della quale le fibre così ottenute si lasciano seccare tradizionalmente al sole. Le fibre di abacà sono adatte per fare cordami per imbarcazioni e reti da pesca, ma anche prodotti artigianali di pregio quali borse, tappeti e indumenti. Si possono utilizzare anche in poltiglia per ottenere carte speciali (carta moneta), filtri e bustine da the. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin