5.6.2 Agave

D 132 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 5.6.2 Agave. L Agave sisalana, originaria del Messico, è una pianta succulenta monocarpica con foglie con bordi lisci che terminano con una spina di colore bruno, lanceolate, rigide, di colore blu-verde, che possono arrivare ad avere una lunghezza di 1,5 m e una larghezza di 10-15 cm. Questa pianta fiorisce all età di 8-10 anni formando una infiorescenza a pannocchia con fiori di colore giallo verdastro. I frutti di questa pianta non completano la loro maturazione e alla caduta dei fiori si formano dei bulbilli alla base del peduncolo floreale. Si riproduce per mezzo dei bulbilli o dei germogli basali. In epoca preistorica in Messico si coltivava questa pianta per ottenerne la fibra. Ancora oggi viene coltivata prevalentemente in Brasile e occupa il secondo posto mondiale per la produzione dopo il cotone e le fibre naturali. Attualmente è utilizzata per la produzione di cordami, articoli da imballaggio, lavorazioni artigianali, ecc., mentre gli scarti sono destinati all alimentazione animale. 5.6.3 Canna comune ( Arundo donax). Comunemente conosciuta come canna comune o canna gentile, l Arundo donax è una pianta erbacea poliennale, appartenente alla famiglia delle Poacee. Facilmente coltivabile e riproducibile per via agamica tramite rizomi, in alcune aree può essere naturalmente infestante e di difficile lotta. La canna raggiunge un altezza anche di 2-6 m; presenta numerosi culmi rigidi formanti grossi cespi, eretti, non ramificati o ramificati solo in alto, rigidi, cilindrici, di 1-4 cm di diametro, glabri, con internodi cavi, nodi evidenti, molto fogliosi, di colore verde chiaro che scuriscono a maturità. La canna comune presenta rizomi tuberosi, robusti, che formano un intricato groviglio sotterraneo e che penetrano nel terreno fino ad un metro di profondità. L accrescimento orizzontale dei rizomi determina l espansione dei cespi su superfici molto vaste. Le foglie sono alterne, distiche (disposte a 180° l una rispetto all altra), e distribuite uniformemente lungo il fusto. L infiorescenza è una pannocchia apicale, ovoide, lunga 30-60 cm, piumosa, densa, con ramificazioni ascendenti, di colore bianco-crema. Si tratta di una coltura ben nota negli areali produttivi del Nord-Est. Originaria del bacino del Mediterraneo e caratterizzata da una grande rusticità, cresce rapidamente anche in terreni di scarsa fertilità. Per la capacità esplorativa dell apparato radicale si sviluppa anche in situazioni limite (per salinità ed efficienza idraulica), creando condizioni ottimali, nella fissazione di CO2 dall atmosfera e per le sue proprietà di fitodepurazione. L avvento di questa coltura nei nostri territori sembra quasi riconducibile ai momenti di crisi, che l economia mondiale periodicamente attraversa, potendo individuare nel ricorso strategico a questa risorsa vegetale, non alimentare, una soluzione colturale in grado di proporsi continuativamente per oltre un decennio, in termini assolutamente competitivi quanto a produzione di biomassa e destinabile a diverse soluzioni per lo sfruttamento industriale. Questa coltura è una delle più interessanti e collaudate nei nostri areali agricoli, per le potenzialità produttive anche in terreni di marginale fertilità, e torna d attualità dopo cinquant anni, per uno sfruttamento agricolo e industriale decisamente diverso dal passato. L Arundo donax infatti ebbe un periodo di grande interesse negli anni 30 del secolo scorso quando, dopo la crisi del 1929, si cercavano alternative alle materie prime di maggior valore. L Italia, in quegli anni, fu costretta a rifugiarsi in un regime autarchico che le impose la ricerca di una coltura alternativa, atta a fornire la cellulosa di cui aveva bisogno l industria per la produzione di fibre tessili. La coltura dell Arundo donax sta tornando oggi a rappresentare un investimento alternativo per le prospettive che il suo utilizzo apre, oltre che nella filiera tessile, anche nella filiera delle biomasse, per la produzione di biocombustibili nell ambito della cosiddetta tecnologia di seconda generazione , per la quale sembra avere riscosso il maggior successo.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin