5.6.4 Juta

COLTURE DA FIBRA - ALTRE COLTURE DA FIBRA D 133 5.6.4 Juta (Corchorus sp.). La juta è la seconda fibra vegetale più importante dopo il cotone. Il nome juta si dà alla fibra tessile ricavata dalla corteccia di varie specie del genere Corchorus, piante erbacee della famiglia delle Malvaceae coltivate quasi esclusivamente in oriente in India, Pakistan e nell isola di Formosa. Le specie da cui si produce la juta sono la Corchorus olitorius (riflessi dorati) e la Corchorus capsularis (riflessi argentei). La pianta è di tipo erbaceo, alta 3-4 m, lo stelo ha un diametro di circa 2 cm, le foglie sono piccole e gialle lunghe circa 15 cm e larghe 5 cm. La regione del Bengala, in India, è la zona di massima coltivazione, dove le alte temperature (35440°) e l umidità atmosferica ne favoriscono la crescita. Il terreno per la coltivazione viene preparato mediante aratura, cui seguono l affinamento del terreno, la concimazione e la semina. Anche per la juta, come per la canapa, la fittezza di semina dipende dalla coltivazione, più rada se per fibre, più densa se per semi. La macerazione è fatta in covoni, immersi nell acqua con applicazione di pesi e poi aperti e battuti, sciacquati ed essiccati al sole su pali, fino al 10% d umidità. Le fibre si legano poi in fasci di circa 20 kg per l imballaggio. La juta si classifica secondo due criteri principali: a seconda dei distretti ove viene coltivata o, più razionalmente, secondo gli usi cui è destinata. Il secondo criterio distingue le qualità della juta in: Hessian-warp (per orditura), che è la più lunga (fino a 2,543,5 m), lucente e resistente; H essian-weft (per trama), un po più corta della precedente; S acking-warp (per orditura), lunga, ma più scura e più grossolana; S acking-weft (per trama), che non arriva a 2 m e si usa come trama nei tessuti grossolani; R ejections, che sono le qualità più scadenti; C uttings, che sono le estremità radicali. Esiste inoltre una juta di Binlipatam, che è una fibra ricavata dall Hibiscus cannabinus o canapa di Bombay. Le fibre sono costituite da numerose singole cellule, lunghe soltanto da 1 a 5 mm e della finezza di 15425 micron. La sbianca delle fibre riesce con facilità, come pure la tintura con coloranti basici. Essendo molto lignificata, la fibra di juta è più fragile e meno resistente di quelle del lino e della canapa. La tenacità a rottura è buona, ma risente dell effetto dell aria, della luce e sopratutto dell umidità. La juta in commercio è costituita dal 60465% di cellulosa, 20425% di sostanze pectiche, piccole quantità di cere e ceneri e ha un umidità dell 8412%. Gli usi sono molteplici: si impiega la fibra soprattutto per fabbricare sacchi, imballaggi, tessuti di fondo per tappeti, cordami e simili. 5.6.5 Ortica. Con la denominazione ortica si intendono varie specie di Urticaceae, delle quali le due più comuni sono Urtica dioica e Urtica urens, conosciute principalmente per la loro azione urticante. Delle sette specie presenti in Italia, alcune sono a ciclo annuale (U. urens), altre come l Urtica nivea sono monoiche, ma quella di interesse come pianta da fibra è l U. dioica. Questa è una specie a ciclo perenne e a sessi separati. L ortica dioica è una pianta erbacea, decidua. Ha un rizoma ampiamente ramificato, strisciante. Il fusto, generalmente semplice, prodotto dal rizoma, è eretto, quadrangolare, generalmente lungo da 30 fino a 150 cm, e può raggiungere anche 2 m; la superficie presenta peli di diversa lunghezza, rigidi e contenenti un liquido caustico che provoca, al contatto, arrossamento e bruciore cutaneo. Le foglie, semplici e opposte, lunghe circa 5-10 cm, hanno tutte un picciolo ben distinto, lungo al massimo la metà del lembo fogliare; questo è ovale-oblungo, D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin