SEZIONE D

D 134 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO con la base a forma di cuore che, verso l apice, si restringe gradatamente in un dente acuto. Il margine è inciso in grossi denti, spesso arcuati a falce; sulla superficie e specialmente lungo le nervature sono presenti i peli urticanti. I fiori sono riuniti in spighe maschili erette e in femminili pendule; queste sono inserite all ascella delle foglie superiori e sono sempre più lunghe del relativo picciolo. I due tipi di fiori, piccoli e verdastri, si trovano su piante diverse. La fioritura inizia in primavera e prosegue fino all inizio dell estate; è una pianta longidiurna, con impollinazione anemofila e i semi sono presenti dalla fine di agosto ai primi di settembre. Il frutto è un achenio ovale, con un ciuffo di peli all apice, racchiuso nei quattro tepali persistenti. L ortica è una pianta sciafila, che cresce nelle regioni temperate dell Europa, dell Asia e del Nord America, e in Italia si può trovare facilmente vicino alle case, lungo i viottoli, fra i detriti, nei boschi e in prossimità delle malghe alpine, fino ai 2.400 m di quota. In Europa si adatta a un largo range di clima e le condizioni di crescita variano da 600-800 gradi giorno fino a 3.250 gradi giorno, con una temperatura soglia di 5,5 °C. L ortica è un erbacea tipica di terreni con alto contenuto di materiale organico (ricco di azoto) in decomposizione. I terreni più adatti per la coltivazione dell ortica da fibra sono gli istosuoli, cioè suoli con alto contenuto di sostanza organica nei primi 80 cm dalla superficie. Le radici hanno difficoltà di penetrazione in terreni troppo compatti e il pH più idoneo per la crescita è tra 5,5 e 8,0. La moltiplicazione per seme non è praticabile per l alto grado di eterozigosi dei genitori che determina una generazione successiva (F1) molto eterogenea. La produzione di piantine da seme fa sì, infatti, che ci sia una riduzione nel contenuto di fibra nella generazione successiva intorno al 2% rispetto alla generazione di partenza. Per ottenere una varietà pura e omogenea si deve ricorrere, quindi, alla propagazione per via vegetativa. L ortica si propaga agevolmente per talea; alcuni accorgimenti tecnici, come l uso di ormoni radicanti, favoriscono l ottenimento di piante omogenee e di rapido sviluppo. Un substrato ottimale per l emissione delle radici è l agriperlite. Se le talee sono prodotte in periodo invernale, è conveniente fare ricorso al riscaldamento basale. Dopo 10-12 giorni le talee sono pronte per essere trasferite in contenitori alveolari in attesa del trasferimento a dimora. Un aspetto fondamentale nella realizzazione di un campo di ortica destinato alla produzione di fibra è rappresentato dalle modalità d impianto. La densità ideale per una coltivazione è di 40.000 piante a ettaro, con sesto di impianto di 50350 cm (coltura intensiva), oppure di 26.000 piante a ettaro con un sesto di impianto di 75350 cm. Le giovani piantine possono essere messe a dimora utilizzando le macchine trapiantatrici normalmente utilizzate in orticoltura. L epoca di trapianto è tra aprile e maggio, ma in Italia meridionale tale trapianto può essere leggermente anticipato. L ortica richiede elevati apporti idrici per dare una buona produzione di biomassa. Pertanto, se non è coltivata in climi caratterizzati da precipitazioni uniformi e molto frequenti, sono necessari interventi irrigui. Tuttavia, non ci sono dati precisi sulla quantità d acqua richiesta, così come sulle temperature ottimali di crescita. Il controllo delle infestanti è essenziale, specialmente durante il primo anno. Nel caso di una coltivazione a basso impatto ambientale , nella quale i metodi diretti di controllo sono limitati, è necessario applicare misure preventive, come far precedere la coltivazione da un appropriata coltura rinettante e intervenire con frequenti erpicature del letto di semina. Dopo che la pianta si è affermata, si può intervenire con sarchiature. Dopo il primo anno, non dovrebbero permanere problemi con le infestanti, perché la pianta tende a dominare sulle altre piante.

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin