5.6.6 Palma di San Pietro

COLTURE DA FIBRA - ALTRE COLTURE DA FIBRA D 135 Nel caso di una coltivazione intensiva, l uso del sesto d impianto 50 3 50 cm favorisce già la lotta alle infestanti. Sesti d impianto con una distanza tra le file di 100-150 cm (coltivazione estensiva) permettono l entrata in campo di macchine per la sarchiatura meccanica per il contenimento delle infestanti. L ortica dioica è una pianta perenne e quindi sono molto importanti le fertilizzazioni del terreno, soprattutto quelle azotate. L ortica da fibra è soggetta a ben poche patologie. I problemi più frequenti sono legati ad attacchi di larve di Lepidotteri che possono provocare la completa defogliazione della pianta e un ritardo nella crescita. Altri insetti provocano solo danni locali ridotti. In media, la durata di una coltivazione oscilla intorno agli 8-10 anni ma, secondo alcune ricerche, un campo di ortica può essere considerato economicamente produttivo solo per 4-5 anni. Un periodo più lungo di sfruttamento sembra possibile se la coltivazione non è troppo intensiva, con conseguente indebolimento delle piante. La prima raccolta avviene al secondo anno di coltivazione e continua successivamente con un solo taglio l anno. Il primo anno, gli steli sono troppo sottili e ramificati, hanno troppe foglie e le fibre contenute all interno dello stelo non hanno raggiunto la qualità richiesta per essere utilizzate. Il momento migliore della raccolta è stato individuato tra metà luglio e l inizio di agosto. Come riferimento per l individuazione della raccolta può essere considerato il periodo in cui i semi delle parti inferiori dei fiori sono maturi oppure quando una quantità sostanziale di foglie è caduta, ma non sono stati ancora emessi nuovi steli. possibile un solo raccolto annuo, poiché gli steli che ricacciano, nello stesso anno, sono troppo fini e ramificati per fornire fibra di buona qualità. Poiché ancora non sono state costruite macchine dedicate alla raccolta di questa specie e l altezza e le caratteristiche meccaniche della pianta di ortica da fibra ricalcano quelle della canapa, possono essere usati gli stessi macchinari utilizzati per la raccolta di quest ultima. L altezza media delle piante nel periodo della raccolta può raggiungere 180 cm. La quantità di sostanza secca prodotta è di 3-4 t/ha in terreni poveri fino ad arrivare a 8-10 t/ha in terreni particolarmente ricchi di sostanza organica. Il massimo contenuto in fibra finora ottenuto sui cloni studiati è del 16% sul peso secco degli steli, ma valori del 12-15% sulla s.s. sono quelli più comuni, utilizzando sempre cloni selezionati . L ortica selvatica ha un contenuto in fibra inferiore al 5% sul peso secco dello stelo. La fibra può essere estratta con vari metodi, ma in genere dopo una macerazione degli steli. La fibra, simile a quella del lino, ha buone caratteristiche antistatiche, traspiranti e termoregolatrici. 5.6.6 Palma di San Pietro (Chamaerops humilis). Questa pianta del genere Chamaerops (normalmente conosciuta con il nome di palma di San Pietro o palma nana) appartiene alla famiglia della Arecaceae, dove ritroviamo piante comunemente chiamate palme con due sole specie, delle quali solo una cresce spontanea in Italia e si ritrova frequentemente nel Sud del Paese e nelle isole principali, dove vive soprattutto nelle zone costiere contribuendo alla costituzione della tipica macchia termoxerofila. una pianta sempreverde, caratterizzata da un robusto apparato radicale, un fusto eretto (stipite), alla cui sommità si forma un ciuffo di foglie. Il fusto con il tempo forma, alla base della pianta, nuovi getti secondari, facendo sembrare la pianta formata da più fusti (portamento policormico). Le foglie sono di colore verde intenso, coriacee e hanno la particolarità di nascere intere e sfrangiarsi con il tempo assumendo la tipica forma a ventaglio. Sono provviste di un lungo peduncolo dotato di numerose spine, persistenti per diversi anni. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin