6. Colture da zucchero

D 138 D.1 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 6. Colture da zucchero 6.1 Aspetti introduttivi. Lo zucchero rappresenta una conquista recente nel numero dei cibi a disposizione dell uomo. Per secoli il miele e il secreto di certi alberi sono stati i soli a fornire la materia dolcificante; è stata la messa a coltura della canna da zucchero nelle zone tropicali, e più tardi, della barbabietola nelle regioni temperate, a dare inizio alla produzione commerciale dello zucchero. Le colture per la produzione di zucchero sono principalmente due: la barbabietola (Beta vulgaris var. saccharifera) e la canna da zucchero (Saccharum officinarum). Lo zucchero nel mondo deriva principalmente dalla canna che viene coltivata nei climi caldi tropicali e subtropicali in molte parti del Sud America e dell Asia. In Europa invece, la sua produzione deriva essenzialmente dalla barbabietola, pianta che predilige i climi temperati propri delle nostre zone. Queste due colture sono molto diverse l una dall altra, ma le accomuna l alta quantità di zucchero (saccarosio) che accumulano nei tessuti e che può essere estratto con vari metodi. La canna da zucchero è sicuramente la coltura preponderante e che dà le maggiori produzioni saccarifere. Inoltre può dare vari sottoprodotti dagli scarti che ne aumentano l appetibilità economica. Questa pianta perenne accumula zucchero nei fusti (dal 7 al 18% in peso), da cui viene estratto con una spremitura meccanica un succo molto dolce, dal quale poi si ricava lo zucchero cristallino di colore ambrato. La diffusione e la versatilità di questa coltura hanno causato invece una contrazione delle superfici dedicate alla barbabietola in Europa, determinando la fine del sostegno alle produzioni e la chiusura di numerosi zuccherifici. Questo perché estrarre zucchero da questa coltura è economicamente meno conveniente che importare quello estratto dalla canna. La barbabietola (pianta a ciclo biennale), al contrario della canna, accumula lo zucchero nella grossa radice (dall 8 al 22% in peso) che viene poi trattata per estrarvi il succo il quale, una volta raffinato, darà origine a uno zucchero granulato di colore bianco. La produzione di zucchero da altre fonti, quali l acero e la palma da dattero, riveste invece un ruolo minoritario. 6.2 Barbabietola da zucchero (Beta vulgaris). La barbabietola è la seconda coltura saccarifera a livello mondiale, dopo la canna da zucchero; il rapporto delle rispettive produzioni è di circa 2:1. La superficie coltivata a bietola supera i 6 milioni di ettari dislocati nella zona temperata, in prevalenza fra il 30° e il 60° N. L Europa è il continente con la maggiore superficie bieticola (circa il 40% del totale). In Italia la coltura occupa circa 200.000 ha; le principali regioni produttrici sono, nell ordine, Emilia-Romagna, Veneto, Marche, Lombardia, Puglia. Attualmente la bieticoltura, che nel secolo scorso aveva contribuito allo sviluppo economico di ampi comprensori, è soggetta a una progressiva riduzione delle superfici e alla concentrazione degli impianti di trasformazione nelle zone più vocate. 6.2.1 Esigenze climatiche e pedologiche. La bietola si adatta a una grande varietà di ambienti pedoclimatici, potendo sopperire con la propria adattabilità a limitazioni ambientali di una certa ampiezza. La germinazione avviene a partire da una temperatura del terreno di circa 4 °C; lo sviluppo ottimale si raggiunge a 20-25 °C. Temperature superiori (oltre i 35 °C) rallentano, e quindi inibiscono, l assimilazione dei fotosintati. Il fotoperiodo, assieme alla temperatura, gioca un ruolo fondamentale nell accumulo degli zuccheri: nei Paesi centro-settentrionali europei, dove le giornate estive sono

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin