SEZIONE D

D 14 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO a una corretta e approfondita interpretazione dei risultati sperimentali operando come indicato di seguito. 1. Identificare il gruppo delle varietà che hanno fornito le produzioni più elevate a livello nazionale. La ricerca è più agevole se si fa riferimento ai dati produttivi espressi come indici, cioè in percentuale della media di campo o come scostamento produttivo dalle varietà testimoni. 2. Accertarsi della stabilità produttiva nell arco degli ultimi 2-4 anni. Preferire le varietà che forniscono risultati soddisfacenti per più anni e in numerose località. 3. Valutare accuratamente le caratteristiche agronomiche delle varietà scelte; prestare particolare attenzione alla precocità, alla resistenza al freddo, all allettamento, al grado di resistenza alle malattie prevalenti nella zona, ecc. 4. Accertare a quale tipo merceologico appartengono le varietà e dare la preferenza a quelle di qualità elevata. 5. Coltivare 2-3 varietà, se la superficie aziendale destinata a frumento è di notevole estensione, sostituendole gradualmente con le nuove dopo averne accertato la validità su appezzamenti di dimensioni ridotte. 6. Sostituire le varietà che sono già in coltura da più di 8-10 anni perché sicuramente ne esistono altre più recenti con caratteristiche qualitative e produttive migliori. I frumenti rappresentano, per la maggior parte degli abitanti delle zone temperate e fredde del mondo, la principale fonte di alimento energetico. Proprio per la sua importanza strategica la coltura fin dagli albori della civiltà è stata oggetto di una selezione empirica da parte dell uomo finalizzata al miglioramento delle sue caratteristiche produttive e qualitative. La prima fase del miglioramento genetico, iniziata verso la fine del secolo scorso, è consistita nella scelta, entro le vecchie popolazioni locali, di individui che presentavano caratteristiche morfologiche e produttive superiori. I limiti di questo metodo furono chiaramente individuati dal ricercatore italiano Nazareno Strampelli, che cominciò a occuparsi del miglioramento genetico agli inizi del secolo e costituì una serie di varietà, che hanno contribuito grandemente a innalzare il livello produttivo sia in Italia sia in molti Paesi del Centro e Sud Europa. Facendo ampio ricorso all incrocio tra varietà e specie affini, Strampelli riuscì a modificare radicalmente il tipo di pianta di frumento: da tipi a paglia lunga, tardivi, suscettibili alle malattie e quindi di modesta produttività, egli arrivò a costituire varietà a taglia bassa, precoci, resistenti alle malattie e con spighe di elevata fertilità. Ai giorni nostri il lavoro di miglioramento genetico persegue come obiettivi principali il miglioramento dell attitudine panificatoria e pastificatoria e l aumento della produttività in condizioni ambientali sfavorevoli a causa di carenze idriche e temperature elevate. Nella Figura 1.6 è riportato il pedigree delle più importanti varietà. Il frumento duro è stato oggetto di crescente interesse da parte dei selezionatori, soprattutto a partire dagli anni 60. A quei tempi la varietà più diffusa non solo in Italia, ma anche negli altri Paesi del bacino del Mediterraneo, era il Cappelli, gradatamente sostituita dalle due varietà, Capeiti e Patrizio, che rappresentarono un primo significativo passo avanti rispetto al glorioso, ma ormai superato, Cappelli. A partire dal 1960 furono avviati programmi di miglioramento genetico per abbassare la taglia e aumentare le rese. Dall incrocio tra Cappelli e una varietà di frumento tenero a taglia bassa vennero selezionati il Creso e le varietà del gruppo VAL che contribuirono grandemente ad aumentare le rese del frumento duro.

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin