6.2.5 Produzione

COLTURE DA ZUCCHERO - BARBABIETOLA DA ZUCCHERO D 143 nelle colture che emettono un nuovo apparato fogliare in seguito a distruzione dell apparato primario a opera di cercospora e siccità. La raccolta meccanica viene realizzata in uno (cantieri riuniti) o più passaggi (cantieri separati). In tutti i casi, le operazioni elementari sono: defogliazione-scollettatura tramite flagelli rotanti e coltelli orizzontali; estirpamento delle radici a mezzo di coppie di vomeri rovesciati; carico sugli automezzi diretti agli zuccherifici. Da alcuni anni si tende a scollettare le bietole meno di quanto previsto (1 cm al di sopra delle prime inserzioni fogliari); in tal modo, alla superiore produzione conferita corrisponde una maggiore tara rilevata nel laboratorio di zuccherificio. I cantieri riuniti comprendono vecchie macchine, generalmente bifila, che operano tangenzialmente alle file da raccogliere, e macchine di moderna concezione operanti sulle sei file frontali rispetto al senso di avanzamento. Queste ultime, dotate di pneumatici a bassa pressione a sezione larga, mantengono una buona operatività e un ridotto calpestamento anche su terreno umido. Le radici raccolte dai due tipi di macchine trovano posto in una tramoggia da cui vengono periodicamente scaricate direttamente sui camion o, più frequentemente, a terra, in cumuli a bordo campo. Il successivo carico sugli automezzi avviene tramite benna mordente. I cantieri separati constano di attrezzature portate o trainate: tipicamente una trattrice viene equipaggiata di un defogliatore-scollettatore anteriore e di un estirpatrice-andanatrice posteriore, entrambi operanti su sei file. Le bietole in andana possono essere caricate direttamente in campo da caricatori trainati che si spostano parallelamente agli automezzi, o accumulate a bordo campo da carri trainati, dotati di nastro caricatore e tramoggia. In entrambi i cantieri, la pulizia del prodotto dalla terra aderente viene realizzata da giranti sterratrici e griglie poste a valle degli organi estirpatori. Esistono poi macchine carica-pulitrici a grande capacità di lavoro, in grado di caricare in continuo gli automezzi a partire da cumuli di notevoli dimensioni, riducendo la quantità di terra avviata agli zuccherifici. 6.2.5 Produzione. La produzione media italiana del quinquennio 1998-2002 è stata di quasi 48 t/ha di radici, con il 15% di polarizzazione. La corrispondente produzione di saccarosio grezzo è stata di 7,2 t/ha; quella di zucchero bianco di 6 t/ha, con una resa estrattibile pari all 83% circa. Notevoli variazioni sono osservate tra le annate e, al loro interno, tra le diverse zone: il Centro-Sud produce in genere meno radici a più alta polarizzazione e, nel complesso, meno saccarosio per ettaro rispetto al Nord. Tra i parametri qualitativi, la purezza del sugo denso (PSD), calcolata a partire da campioni di polpa prelevati dalle bietole conferite, viene normalmente utilizzata per una valutazione qualitativa del prodotto. La formula oggi impiegata è la seguente: PSD 5 99,36 2 14,27 3 (K 1 Na 1 aN)/polarizzazione dove: K, Na e aN (azoto alfa-amminico) sono i tre elementi melassigeni, ossia i principali fattori che determinano la produzione di saccaromelasso a scapito dello zucchero cristallizzabile. La PSD oscilla normalmente tra 89 e 93%, in funzione di una serie di fattori ambientali e tecnici (varietà, concimazione, difesa, ecc.). Tra i sottoprodotti, si annovera il citato melasso, per lo più destinato alla produzione di alcol etilico o di lievito, processi dai quali si ottiene come residuo la borlanda, un ulteriore sottoprodotto ricco di sali e amminoacidi dalle interessanti proprietà come mangime o come concime organico. A questi si aggiungono le polpe esauste, secche o più spesso umide ( surpressate ), utilizzate nel secondo caso come l insilato di mais nell alimentazione dei ruminanti. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin