6.2.6 Avversità barbabietola da zucchero

D 144 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO Un cenno merita anche la calce di defecazione, impiegata nella purificazione dei sughi di estrazione, che si presta per la correzione dei terreni acidi o poveri di calcio. Attualmente, infine, non si registra più un utilizzo zootecnico di foglie e colletti, a causa dell impossibilità di un loro recupero dai moderni cantieri di raccolta. 6.2.6 Avversità barbabietola da zucchero (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Per le avversità che interessano la coltura, nei vari stadi di sviluppo ed eventuale fase di conservazione post-raccolta, si rimanda alla Sezione specifica. Un quadro di sintesi è proposto in parallelo sulla versione digitale. 6.3 Canna da zucchero (Saccharum sp.). La canna da zucchero (Saccharum officinarum) è una coltura tipica dei climi equatoriali e tropicali anche se, in alcuni casi, viene coltivata anche in zone a clima sub-tropicale. Richiede elevata disponibilità idrica e possiede una delle più alte efficienze di conversione fotosintetica. Questa coltura è originaria della Cina e viene coltivata in circa 200 Paesi nel mondo, principalmente per la produzione industriale di zucchero (saccarosio). Gli Arabi furono i responsabili della sua diffusione in occidente: la importarono prima in Spagna (700 d.C.) e in seguito in Sicilia (900 d.C.). Poi, dalla Spagna, si diffuse in tutte le Indie occidentali dopo la scoperta dell America. In Europa era coltivata esclusivamente nella costa andalusa del Sud della Spagna, fra Malaga e Granada, ma le recenti normative comunitarie sul commercio dello zucchero ne hanno decretato la scomparsa. In Italia non esiste produzione, né industriale né ortiva, anche se in alcune zone della Sicilia e della Calabria potrebbe sopravvivere come coltura di pieno campo. La produzione mondiale è di circa 1.300 milioni di tonnellate. Nel 2005, il più grande produttore mondiale di canna da zucchero è stato il Brasile, seguito dall India. 6.3.1 Caratteri botanici e biologia. identificato come canna da zucchero un gruppo di specie appartenenti al genere Saccharum (famiglia Poaceae, tribù Andropogoneae), caratterizzate da taglia elevata, originarie delle regioni caldo-temperate e di quelle tropicali del vecchio mondo. Presentano fusti alti, fibrosi, ricchi in zucchero e misurano da 2 a 6 m di altezza. Tutte le specie di canna da zucchero sono interfertili e le principali varietà commerciali sono ibridi complessi. Presenta una forte capacità di accestimento e ha l aspetto tipico della canna di palude nostrana o del bamboo, ma con internodi pieni di midollo e non vuoti. I fusti sono sugosi e ricchi di linfa zuccherina e le foglie sono lanceolate e inserite sui nodi con una guaina che abbraccia il fusto per tutta la lunghezza di un internodo. L infiorescenza è una spiga apicale e procombente simile a quella del Miscanto e dell Arundo. Si tratta di una pianta perennante (7-8 anni) e, se tagliata, rigetta dal colletto. Le radici sono cilindriche e non rizomatose. La canna a maturità supera anche i 3 m di altezza, ma più comunemente l altezza alla raccolta è compresa fra 1,8 e 2,2 m. 6.3.2 Tecnica colturale. Viene comunemente riprodotta per talea adagiando pezzi di canna, comprendenti 1-3 nodi, in solchi profondi circa 15 cm che poi vengono ricoperti con terriccio. La distanza tra i solchi è di circa 120 cm. Da ogni nodo delle canne interrate germoglia una nuova piantina che produce una canna verticale primaria che, a sua volta, accestisce molto rapidamente in numerosi fusti secondari (ratoons). L impianto è realizzato all inizio dell estate, con abbondanti irrigazioni durante le prime

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin