7.3.1 Produzione del seme di pre-base: micropropagazione o

PATATA D 153 Per superare questi problemi vengono sfruttate metodiche avanzate di miglioramento genetico come l induzione di variazione somaclonale, con selezione in vivo o in vitro, l ibridazione somatica, in cui sono combinati i genotipi parentali e il citoplasma, e il trasferimento di geni con l ingegneria genetica in varietà esistenti. Sono numerose anche le piante transgeniche di patata ottenute fino a ora e coltivate nei Paesi extraeuropei; esse possono essere distinte nelle tre tipologie descritte di seguito: g enotipi transgenici di 1a generazione , ottenuti e autorizzati alla coltivazione nei Paesi extraeuropei, riguardano la resistenza a coleotteri e virosi; g enotipi transgenici di 2 a generazione , sviluppati per migliorare la composizione dell amido, la qualità tecnologica, la sintesi di fruttani, di glicogene, di proteine e di amminoacidi; g enotipi transgenici di 3 a generazione , sviluppati per ottenere prodotti con nuove proprietà (vaccini, ormoni, anticorpi, autoantigeni, enzimi umani) oppure prodotti da destinare allo sviluppo di alimenti funzionali. 7.3.1 Produzione del seme di pre-base: micropropagazione o moltiplicazione in vitro. Il modello classico di moltiplicazione della patata è la riproduzione attraverso il tubero. Questo sistema di moltiplicazione è estremamente lungo e laborioso sia per il basso coefficiente di moltiplicazione della patata (i programmi convenzionali hanno una durata anche di 10 anni) sia per i problemi fisiologici e fitosanitari che possono insorgere in questo lungo periodo. Le nuove tecniche di moltiplicazione in vitro permettono di ottenere tuberi seme certificati in 3-5 anni di moltiplicazione in campo. Moltiplicazione in vitro. Si basa sul sistema di moltiplicazione in vitro (in condizioni artificiali, asettiche di laboratorio) per ottenere vitroplantule e vitrotuberi. Le prime sono piccole plantule provviste di radici, stelo e foglie, mentre i secondi sono piccoli tuberi (di diametro di 3-10 mm) con una sola gemma apicale. Nell applicazione di questa metodologia è necessario che i meristemi prelevati dalle gemme ascellari degli steli o dai germogli dei tuberi madre, siano esenti da Erwinia spp. e da tutte le principali virosi. Con questa tecnica è comunque possibile effettuare, attraverso la termoterapia e la chemioterapia, il risanamento di piante affette da virosi. Produzione di minituberi. I minituberi sono piccoli tuberi di diametro di 5-25 mm con una o più gemme. Essi si ottengono dalle vitroplantule trapiantate in vasetti con terriccio e allevati in serra, quando hanno sviluppato 2-3 nodi e hanno formato poche radici (circa 2-3 settimane dopo il nodal cutting). Da queste, dopo 3-4 mesi, si otterranno da un minimo di 2 fino a un massimo di 40 o più minituberi per plantula. Dall impianto dei vitrotuberi in semenzali si raggiungono dei piccoli tuberi di 15-25 mm di diametro. 7.4 Tecnica colturale 7.4.1 Avvicendamento e precessione colturale. La patata è considerata una coltura da rinnovo e in grado di aprire la rotazione. Per evitare problemi di ordine patologico, non sono consigliabili né il ritorno sullo stesso terreno né rotazioni brevi perché, oltre a diminuire le produzioni, peggiorano la qualità del prodotto e aumentano i D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin