SEZIONE D

D 156 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO N (g/m2) Nell impostare la fertilizzazione Azoto minerale azotata si deve considerare che la 600 patata, per le specifiche caratteriN=0 N = 60 stiche del sistema radicale (rela500 N = 100 tivamente poco abbondante) e la N = 160 N = 240 400 debole capacità di utilizzazione N = 320 dell azoto apportato con la conci300 mazione, può lasciare nel terreno 200 grandi quantitativi di azoto minerale (Fig. 1.16), che possono essere 100 dispersi nell ambiente, con gravi problemi di inquinamento delle 0 0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 falde. Infatti, la capacità di utilizGiorni dall impianto zazione dell azoto normalmente distribuito con la fertilizzazione è del 50%. Per individuare i momenti FIG. 1.16 Andamento temporale del contenuto di azoto minerale (NO3 e NH4) nel terreno al variare dei quantitativi di azoto distribuiti. di distribuzione dell azoto e limitare gli apporti in funzione dello specifico stato nutrizionale della coltura, oggi sono disponibili alcuni strumenti che permettono una ottimizzazione dinamica delle esigenze di azoto. Tra questi si ricordano: petiole sap nitrate test o analisi della concentrazione di azoto nitrico nei piccioli; chlorophyll meters per la misurazione della concentrazione della clorofilla nella foglia; utilizzano lo SPAD, in cui il momento di carenza nutrizionale o valore critico è raggiunto quando il valore SPAD è inferiore a 40; crop reflection o misurazione della quota di luce riflessa dalla copertura fogliare utilizzando il CropScan. Tutti gli strumenti sopra citati possono aiutare l operatore a stimare i quantitativi di azoto da distribuire e a individuare i momenti più opportuni di esecuzione della concimazione di copertura, che si consiglia di effettuare in modo frazionato: 1/3 all impianto e i rimanenti 2/3 in due tempi, il primo al momento della rincalzatura e il secondo 15-20 giorni prima della chiusura dell interfila da parte della vegetazione. In questo modo si raggiunge l obiettivo di ottenere una sua più razionale utilizzazione, di migliorarne l efficienza e di ridurre l impatto ambientale. Gli apporti consigliati sono: patata primaticcia: 100-180 kg/ha di N; patata comune e da industria: 150-180 kg/ha di N; patata bisestile: 80-100 kg/ha di N; coltura biologica: # 170 kg/ha di N. Concimazione organica. La patata è una coltura che si avvantaggia notevolmente degli apporti di sostanza organica, perché migliora la struttura del suolo e agisce positivamente sulla tuberizzazione, sulla resa e sulla qualità dei tuberi. Per questo appare auspicabile l impiego del letame e del liquame bovino maturi e della pollina ben fermentata, mentre si sconsiglia la distribuzione del letame dei suini perché può trasmettere ai tuberi cattivi odori e sapori. Il letame (30-50 t/ha), il liquame bovino (50-60 t/ha) e la pollina (10-15 t/ha) devono essere distribuiti in autunno al momento dell aratura principale.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin