SEZIONE D

PATATA TAB. 1.15 D 159 Restituzione idrica giornaliera nelle principali fasi fenologiche, volumi irrigui e turni di irrigazione Fasi fenologiche 1 2 KC1 Volumi irrigui Restituzione in funzione del tipo di terreno (mm) idrica (mm/giorno) Medio Sciolto impasto Turni irrigui in funzione del tipo di terreno (giorni) Sciolto Medio impasto Piantamento 0,4 0,6 15 20 Solo nel caso di prolungata siccità Emergenza 0,6 1,1 15 20 Solo nel caso di prolungata siccità Inizio tuberizzazione 0,8 2,4 20 25 8-10 11-14 Massimo sviluppo vegetativo 1,1 4,3 25 30 4-5 6-8 Ingiallimento fogliare 0,8 3,2 20 25 Non irrigare2 KC 5 coefficiente colturale. Nei terreni troppo secchi irrigare 1-2 (terreni sciolti) o 2-3 (terreni di medio impasto) giorni prima della raccolta. Produzione (t/ha) deficit idrico si possono associare perdite di prodotto che, nei casi più gravi, raggiungono le 0,6-1,0 t/ha mm/giorno. Meno rilevanti sono invece gli effetti delle carenze idriche nella fase di fine ingrossamento dei tuberi e in quella di maturazione. Il momento di esecuzione degli interventi irrigui può essere individuato con sufficiente precisione attraverso il calcolo del bilancio idrico giornaliero, tenendo conto della pioggia utile (Pu), della evaporazione rilevata da un evaporimetro di classe A e dei coefficienti colturali (KC) ricavati per le condizioni climatiche dell area mediterra60 nea. Nella Tabella 1.15 sono riportati i fabbisogni idrici della patata in relazione alle 55 principali fasi fenologiche di accrescimento della coltura e delle caratteristiche del ter50 reno. Il volume di adacquamento ottimale è compreso tra 250 e 300 m3/ha di acqua per singolo intervento, mentre il volume irriguo 45 stagionale è circa di 1.700 m3/ha per le colture precoci e di 2.500 m3/ha per quelle tardive da 40 industria (Fig. 1.17). La distribuzione dell acqua è resa più effiCons. fresco 35 ciente con gli impianti di irrigazione a bassa Industria pressione perché, rispetto a quelli ad alta pressione, ne migliorano l uniformità, evitano gli 30 0 500 1.000 1.500 2.000 2.500 smottamenti della porca ed esercitano una miVolume irriguo stagionale (m /ha) nore compattazione del terreno. L irrigazione a goccia, ponendo i gocciolatoi sulla sommità FIG. 1.17 Effetto del volume stagionale irriguo sulla produzione della porca, permette un significativo rispardi cultivar da consumo e da industria, e individuazione del mio di acqua e un sensibile miglioramento volume idrico ottimale stagionale (VIOS), adottando il modello dell efficienza del volume stagionale idrico. quadratic-plus-plateau proposto da Cerrato e Blackmer (1990). 3 D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin