SEZIONE D

D 16 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO Sistemazione e preparazione del terreno. Tradizionalmente le operazioni preceden- ti la semina consistono in un aratura profonda, seguita da lavorazioni diverse per amminutare le zolle. L aratura profonda ha lo scopo di facilitare lo sgrondo delle acque in eccesso e l approfondimento delle radici; consente inoltre di immagazzinare riserve idriche per le fasi finali della granigione. L operazione comporta elevati costi energetici e, in caso di siccità autunnale o di eccessiva piovosità, appare di difficile attuazione. In terreni di medio impasto e dopo colture da rinnovo, è possibile ridurre la profondità di lavorazione da 35-45 a 25-30 cm. Nei casi di terreni particolarmente tenaci, è più conveniente ricorrere alla lavorazione a due strati, che prevede un aratura superficiale e la disgregazione degli strati profondi con uno scarificatore. Nella fase di amminutamento del terreno è opportuno preferire erpici a disco, oppure oscillanti, mentre è bene evitare l impiego di frese rotative che tendono a disgregare la struttura del terreno e a diffondere le infestanti stolonifere. Concimazione. La sperimentazione ha chiaramente dimostrato che le concimazioni potassiche non incrementano le rese del frumento, data la larga disponibilità di questo elemento nella maggior parte dei terreni. Anche il fosforo è presente in quantità adeguata, per cui è sufficiente somministrarne quantitativi pari alle prevedibili asportazioni della coltura (che sono dell ordine di 1 kg di anidride fosforica per q di granella e 0,2 kg per q di paglia). Tenendo in considerazione anche la quota che viene insolubilizzata, 70-80 unità di P2O5 per ettaro rappresentano la dose ottimale nella maggior parte delle situazioni. Il concime fosfatico va interrato prima della semina o può essere somministrato ad altre colture che precedono il frumento nella rotazione. Il più importante fattore per ottimizzare le rese è rappresentato dall azoto che, per la prontezza di efficacia, ma anche per la facilità di dilavamento, deve essere somministrato con oculatezza. Il quantitativo da somministrare può essere determinato in 3-4 kg per ogni quintale di granella prodotta. In base agli obiettivi di resa, che è ragionevole prevedere in ciascun ambiente, è quindi possibile determinare orientativamente il quantitativo globale. Gli aggiustamenti sono in funzione: a. della precessione colturale che lascia residui di fertilità diversi (80-120 kg nel caso di un prato poliennale o di erba medica, 30-40 kg per colza, girasole e barbabietola); b. delle prevedibili perdite per dilavamento (in media il 10% dell azoto somministrato); c. del ritmo di mineralizzazione della sostanza organica (60-90 kg di N/ha/anno, di cui 1/3 disponibile per la coltura). La quantità globale di azoto deve poi essere suddivisa in 2-3 interventi. Alla semina se ne può distribuire il 10-20%, ma l intervento può essere rinviato fino al momento dell accestimento che, di solito, cade nel mese di febbraio: in questo caso si somministra il 40% della dose totale, mentre il rimanente va apportato all inizio della levata, cioè circa un mese più tardi. Nei terreni sciolti, o in caso di somministrazioni elevate, può essere conveniente procedere a tre distribuzioni. Se il clima della zona è sufficientemente fresco e il terreno possiede buone risorse idriche, si può effettuare un intervento tardivo con una modesta quantità di azoto da somministrare allo stadio di botticella per prolungare il ciclo di granigione e migliorare le caratteristiche qualitative del prodotto. bene usare il concime che presenta il minor costo dell unità fertilizzante data la sostanziale equivalenza tra concimi ureici e nitrico-ammoniacali. In ogni caso non si deve mai far uso di concime fosfo-azotato in copertura.

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin