7.5 Produzione

PATATA D 161 7.5 Produzione 7.5.1 Tipi di prodotto e rese. La produzione della patata può essere distinta nelle seguenti tipologie: 1. precoce o primaticcia: esprime il 50% del valore totale della produzione nazionale, grazie ai prezzi maggiori che generalmente essa riesce a spuntare sui mercati; 2. comune e da industria: prodotto utilizzato al 95% per il consumo fresco e al 5% per la trasformazione industriale; 3. autunnale o bisestile: coltivata in aree particolarmente favorevoli dal punto di vista climatico, principalmente in Calabria, Sicilia e Sardegna; 4. da seme: effettuata principalmente in Calabria, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Veneto. 7.5.2 Produzione di tuberi seme certificati. Una delle principali debolezze strutturali della pataticoltura italiana è la totale, o quasi, dipendenza dai Paesi dell Europa settentrionale per il reperimento dei tuberi seme delle cultivar più diffuse. La sperimentazione condotta a partire dal 1980 ha appurato che nel nostro Paese è possibile produrre patate da seme certificate, virus esenti, anche in aree di pianura. Questi tuberi, essendo ottenuti in condizioni climatiche piuttosto calde che ne condizionano l età fisiologica , possono essere utilizzati in modo ottimale nelle coltivazioni a semina autunnale (patata bisestile), in quelle a semina invernale (patata novella) e nelle semine che vanno da agosto agli inizi di dicembre. Sono invece poco adatti alle semine primaverili (patata comune e da industria) di febbraio-marzo, perché il periodo eccessivamente lungo di conservazione condiziona il loro vigore germogliativo. La possibilità di produrre patate da seme anche in pianura è possibile grazie alle tecniche di moltiplicazione in vitro e di controllo sierologico rapido delle infezioni virali attraverso il test ELISA. La prima permette di ottenere in tempi molto rapidi numerosi tuberi seme di pre-base, sicuramente sani. Con la seconda è possibile effettuare controlli sanitari veloci e affidabili su tutte le partite in moltiplicazione, per verificare, in tempo reale o quasi, il loro stato sanitario. La coltura di patate da seme deve essere effettuata in isolamento spaziale rispetto a possibili fonti di infezioni virali (coltivazioni di patata da consumo, di pomodoro, di tabacco, ecc.). Per la riproduzione si devono utilizzare tuberi di pre-base (classe super) o di base (classi superélite ed élite), che devono essere piantati interi e, preferibilmente, pre-germogliati. La densità di piantamento ottimale è: per i minituberi con diametro ,12 mm 5 9-10 minituberi/m2; per i minituberi con diametro ,20 mm 5 7-8 minituberi/m2; per i tuberi seme interi con diametro di 28-45 mm 5 5-6 tuberi/m2. La concimazione azotata consigliata: per minituberi è 80-100 kg/ha di N; per tuberi seme interi è 100-130 kg/ha di N. I quantitativi di fosforo e di potassio consigliati variano, rispettivamente, tra 60-80 kg/ha e 100-120 kg/ha. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin