7.5.4 Conservazione e trattamenti post-raccolta

PATATA D 165 7.5.4 Conservazione e trattamenti post-raccolta. I tuberi sono organismi viventi anche durante il periodo di immagazzinamento. Pertanto ci si può aspettare che essi sopravvivano e rimangano vitali in un ambiente di stoccaggio che non sia molto diverso da quello in cui si sono sviluppati. L immagazzinamento di successo dipende in primo luogo dalla qualità e dalle condizioni dei tuberi raccolti. La capacità delle patate di essere stoccate è legata all incidenza delle infezioni patologiche (Erwinia, Phoma, Fusarium), latenti o attive, normalmente presenti sulla superficie dei tuberi, e dall ammontare dei danni meccanici inferti ai tuberi durante le operazioni di escavo e trasporto. Se al momento dell immagazzinamento la qualità di tuberi non è eccellente, il controllo dell ambiente di stoccaggio non può migliorare la condizione del raccolto. Comunque il controllo dell ambiente del magazzino di stoccaggio è essenziale se si vuole evitare un ulteriore deterioramento della qualità dei tuberi e limitare al massimo le perdite in peso per eccessiva traspirazione e per le infezioni fitopatologiche. Le modificazioni chimiche indesiderate, che avvengono durante il periodo di conservazione, sono legate all accumulo di zuccheri nel tubero che può essere causato sia dalle basse temperature di stoccaggio sia dalla prolungata conservazione a temperature elevate. Il contenuto di zuccheri nei tuberi, pur essendo strettamente legato dalle caratteristiche delle varietà, aumenta quando le temperature sono inferiori a 10 °C e, in particolare, sotto a 6 °C. Le temperature normalmente adottate per la conservazione dei tuberi destinati al consumo fresco sono dell ordine di 6-7 °C, mentre per le patate destinate alla trasformazione in prodotti fritti esse devono essere di 8-10 °C per le chips e di 7-8 °C per gli sticks. La maggiore concentrazione di zuccheri risultante da basse temperature può essere nuovamente diminuita attraverso il processo di ricondizionamento dei tuberi, che si effettua aumentando le temperature da 10 °C a 20 °C. Ottimi risultati si ottengono a temperature di 15 °C per 15 giorni. L addolcimento dei tuberi senescenti invece è irreversibile. Nel caso dei tuberi seme, per i quali il principale obiettivo è quello di prolungare al massimo la dormienza delle gemme mantenendo elevato il loro vigore germinativo, le temperature di stoccaggio variano tra 2 e 4 °C, a seconda della specifica durata del periodo di dormienza delle cultivar. L applicazione degli inibitori della germinazione è necessaria quando le temperature di conservazione sono superiori a 6 °C, per un periodo di circa due o più mesi, e deve essere attuata solo alle patate destinate al consumo fresco o alla trasformazione industriale e mai ai tuberi seme destinati alla riproduzione. Le sostanze e le modalità di applicazione devono far riferimento a quanto viene indicato nei Disciplinari di produzione integrata delle Regioni, in applicazione dei regolamenti dell UE. Attualmente è ammesso l utilizzo del cloroprophan (CIPC), che agisce per vapore e impedisce la crescita delle gemme bloccando la divisione cellulare; con la tecnica della termonebulizzazione, viene insufflato nelle celle di conservazione subito dopo il periodo di cicatrizzazione dei tuberi. Le dosi di applicazione del CIPC sono pari a 5 g/t di tuberi e per la durata di 3 mesi. Il rispetto di queste dosi e dei tempi di applicazione è fondamentale per evitare una insufficiente attività inibitoria, capace di indurre il fenomeno della germogliazione interna. Le patate sono immagazzinate alla rinfusa, in cumuli di 3-4 m di altezza, oppure in pallet-boxes che facilitano tutte le operazioni meccaniche di movimentazione dei tuberi. Le patate possono essere conservate in celle ventilate con aria ambiente o frigoventilate. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin