8.1 Esigenze climatiche

D 168 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO Altre importanti aree di diffusione sono riscontrabili in Piemonte, con 300-400 ha in provincia di Torino, in Veneto, con circa 160 ha distribuiti fra le province di Venezia e Verona (in misura minore nel Padovano e nel Rodigino), in Liguria con oltre 90 ha presenti fra la piana di Albenga e l areale di Sarzana e, infine, in Emilia-Romagna, con 75-80 ha distribuiti fra le province di Forlì, Cesena, Rimini, Bologna e Ferrara. 8.1 Esigenze climatiche Il pomodoro risulta particolarmente sensibile al freddo in funzione della sua origine tropicale, che ne condiziona la predilezione verso i climi temperati e temperato-caldi; tuttavia è meno esigente di altre specie appartenenti alle Solanacee, quali il peperone e la melanzana. Temperature di 2-0 °C determinano la morte della pianta, mentre la soglia termica , al di sotto della quale si arresta ogni processo fisiologico, viene posta a 10 °C. Per germinare, il seme necessita di almeno 12-13 °C e l optimum (espresso dai giorni necessari) si rileva a 18-26 °C; in vivaio, per ottenere germinazioni omogenee in 6-8 giorni, sono necessarie temperature diurne di 20-25 °C, notturne di 16-18 °C e umidità relativa costante dell 80-90%. Lo sviluppo della pianta e i suoi risultati produttivi si realizzano con temperature mensili diurne comprese fra 21 e 25 °C, mentre quelle notturne non devono scendere al di sotto di 15-16 °C. Temperature diurne di 26 °C e notturne di 18 °C consentono ai frutti non esposti direttamente al sole di raggiungere la perfetta maturazione che si evidenzia nell uniforme pigmentazione rosso vivo della bacca; temperature inferiori a 13 °C incidono negativamente sulla fertilità del polline (pertanto sull allegagione) che necessita di almeno 16 °C per distaccarsi dalle antere e fecondare l ovario da cui si svilupperà il frutto. Se si raggiungono i 35 °C la fecondazione dei fiori è ostacolata e la pianta arresta ogni sua funzione vegetativa; già a 33 °C l allegagione risulta ridotta, si manifestano alterazioni metaboliche per eccessiva traspirazione, squilibri dell economia idrica e anche la pigmentazione dei frutti è insoddisfacente. Sempre per la sua origine tropicale, il pomodoro viene considerato pianta brevidiurna facoltativa; infatti l emissione della prima infiorescenza si differenzia a un nodo inferiore se allevata a fotoperiodo breve (9 ore di luce) e a temperature basse; come nel caso del pomodoro per il consumo fresco, coltivato in apprestamenti protettivi durante i mesi autunnali e invernali. L intensità luminosa prodotta dal sole è importante quasi come la temperatura; infatti la luce condiziona la fotosintesi clorofilliana, influenzando la crescita della pianta senza che si manifestino fenomeni di filatura, la fioritura, che risulta anticipata, il contenuto in sostanza secca, che viene incrementato, come pure la presenza delle vitamine (in particolare la vitamina C), degli zuccheri (glucosio e fruttosio), degli acidi nucleici, degli antociani, degli enzimi, ecc. La sensibilità del pomodoro nei confronti delle condizioni ambientali si manifesta anche in presenza di giornate ventose, che possono determinare la cascola dei fiori per disidratazione e devitalizzazione del polline e lo sconvolgimento della struttura della pianta, con la repentina esposizione dei frutti ai raggi solari e il manifestarsi di fisiopatie riconducibili ad assolature o colpi di sole. Precipitazioni violente e grandinate possono determinare microferite, veicolo preferenziale per l inserimento nella pianta di muffe e batteri, la cui presenza può essere determinata anche da persistenti condizioni caldo-umide.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin