8.2 Esigenze pedologiche

POMODORO DA INDUSTRIA E CONSUMO FRESCO D 169 8.2 Esigenze pedologiche. Per la sua ricchezza varietale, la pianta del pomodoro viene considerata relativamente rustica nei confronti delle caratteristiche chimico-fisiche e strutturali dei terreni. Predilige quelli neutri, o leggermente acidi, con pH compreso fra 5,5 e 7,5, di medio impasto (indicativamente 52-23% di sabbia, 50-28% di limo, 27-7% di argilla), profondi e ben drenati, lavorati fino a una profondità di 35-40 cm, preparati con un certo anticipo rispetto alla messa a dimora della coltura, in cui le radici delle piante trovino il giusto grado di umidità anche durante periodi relativamente siccitosi, per la risalita capillare dell acqua. Solitamente questi terreni sono caratterizzati da buona fertilità e non presentano controindicazioni per le operazioni colturali, in genere, per la messa a dimora e la raccolta meccanica, in particolare. Il drenaggio, con il livellamento del terreno, rappresenta una condizione indispensabile per il buon risultato della coltura; infatti la pianta necessita di un sistema radicale abbondante, che possa svilupparsi in un ambiente libero da impedimenti, quali il ristagno idrico, per sopperire alle proprie esigenze nutrizionali, soprattutto durante la fase di maturazione dei frutti. I terreni leggeri o sciolti (indicativamente 70-85% di sabbia, 30% di limo e 15% di argilla) presentano caratteristiche negative e positive per la coltura del pomodoro; i loro principali difetti sono rappresentati da una generalizzata carenza di sali minerali, quali potassio e calcio (la fertilizzazione deve essere accuratamente valutata), e da una scarsa capacità di ritenzione idrica, per cui necessitano di apporti considerevoli di acqua, in parte mitigati dalla diffusione della tecnica microirrigua. I loro pregi sono rappresentati dalla facilità di lavorazione e livellamento e da tempi rapidi di accessibilità anche dopo le precipitazioni; risultano, inoltre, i più idonei per le operazioni di raccolta meccanica per l assenza di scheletro e zolle e, inoltre, essendo considerati caldi , sono in grado di offrire un certo grado di precocizzazione della maturazione. I terreni compatti e argillosi (indicativamente 45% di sabbia, 40% di limo e 40% di argilla), anche se dotati generalmente di elevata fertilità, sono considerati freddi e possono determinare un generale rallentamento del ciclo vegetativo delle piante; sono anche quelli su cui si manifestano con maggiore frequenza fenomeni di asfissia per la loro elevata capacità di ritenzione idrica e le difficoltà di sgrondo. Le operazioni colturali sono generalmente difficoltose, da quelle preparatorie a quelle di messa a dimora della coltura (soprattutto se questa avviene con il trapianto), fino a quelle di raccolta meccanica, condizionando la scelta varietale al grado di tenuta dei frutti a maturazione; infatti l ingresso delle semoventi per la raccolta può essere ostacolato anche da precipitazioni di lieve entità. I terreni argillosi sono inoltre predisposti alla compattazione, che oltre a impedire la percolazione degli eccessi idrici, la necessaria aerazione del suolo e la buona circolazione delle soluzioni, può rappresentare un ostacolo allo sviluppo dell apparato radicale. Mentre per la coltivazione del pomodoro da mensa in pieno campo valgono le stesse indicazioni illustrate per il pomodoro da industria, per quello coltivato in serra, prevalentemente ubicato lungo le fasce costiere, pur rimanendo valide le iniziali operazioni colturali, non sussistono generalmente problemi strutturali, ulteriormente annullati dalla diffusione del fuori suolo . D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin