8.3 Caratteri botanici, biologia e aspetti qualitativi

D 170 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 8.3 Caratteri botanici, biologia e aspetti qualitativi 8.3.1 Caratteri botanici. Il pomodoro è originario dell areale compreso tra la costa del Pacifico e la Cordigliera andina (dall Ecuador al Perù e al Cile settentrionale), dove i frutti venivano consumati dalle popolazioni indigene, ed è tuttora presente allo stato selvatico in nicchie ecologiche, suddiviso in numerosi sub-generi e popolazioni, frutto di una elevata percentuale di fecondazione naturale incrociata, per la presenza di insetti pronubi specifici. Dalla zona originale, la pianta trovò un area di addomesticazione preferenziale nel Messico meridionale, dove il pomodoro fu coltivato e migliorato dalle popolazioni incaiche e azteche che lo identificavano con la denominazione tomatel e da dove fu introdotto in Spagna, agli inizi del XVI secolo, dai soldati di Francisco Pizarro, per essere utilizzato dai giardinieri come ornamento per la policromia e polimorfia dei suoi frutti. Le prime notizie storiche, botaniche e letterarie, riguardanti il pomodoro in Europa, risalgono al 1544 (Medici senensis commentari dell erborista Mattioli). Fino al Settecento la medicina ufficiale sconsigliava il consumo dei frutti del pomodoro che considerava malsani; solo nell Ottocento la specie assunse una posizione di rilievo nell alimentazione dei popoli del Mediterraneo, come pianta da orto di cui venivano consumati i frutti. La sua diffusione procedette dalla Spagna e dal Portogallo verso il meridione d Italia (province di Napoli e Salerno) dove, all inizio del Novecento, sorsero le prime industrie di trasformazione, grazie al conte Francesco Cirio e al sig. Samengo, e in provincia di Parma (Basilicanova) dove il cav. Bernardino Vignali nel 1888 produsse il primo derivato di pomodoro. La solanacea fu reintrodotta in America nel 1820, dopo che il colonnello R.G. Johnson distrusse ogni pregiudizio consumandone pubblicamente i frutti, senza manifestare conseguenze negative, sulla scalinata del Palazzo di Giustizia di Salem (N.J.), nota per la stregoneria. Il pomodoro appartiene alla famiglia delle Solanaceae (di cui fa parte, fra le orticole, la patata, la melanzana e il peperone) e al genere Lycopersicon; l attuale denominazione botanica è Lycopersicon esculentum (Mill.); comprende numerose varietà botaniche che si differenziano per la forma del frutto, delle foglie e per il portamento della pianta, che si presenta erbacea dicotiledone ed è considerata annuale, in funzione delle condizioni climatiche, anche se nel luogo di origine risulta tendenzialmente perennante. L apparato radicale è fibroso e, se si procede con la semina, è fittonante, con numerose ramificazioni laterali; può raggiungere 60 cm di profondità, con una crescita di 2-3 cm al giorno dalla differenziazione della 5a foglia vera fino all allegagione dei primi frutti oppure può avere un espansione prevalentemente laterale (radice fascicolata) e superficiale interessando i primi 30 cm circa di terreno, se la messa a dimora avviene con il trapianto. Nel primo caso la pianta è meno soggetta a squilibri idrici e a danni per eccessi termici, pertanto presenta un vigore maggiore; nel secondo aumenta il pericolo di stress e si rende necessario realizzare con maggior frequenza interventi irrigui di portata limitata. Il fusto semilegnoso si presenta eretto nelle prime fasi di sviluppo, poi diviene decombente; si caratterizza per la particolare ricchezza di gemme nella parte basale, da cui si originano radici avventizie, che permettono alla pianta di superare eventuali problemi derivanti da fenomeni di asfissia radicale o da lesioni parassitarie al sistema radicale originale. suddiviso da nodi ingrossati da cui si dipartono le foglie, i getti ascellari, e si differenziano le infiorescenze, in internodi più o meno lunghi

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin