SEZIONE D

POMODORO DA INDUSTRIA E CONSUMO FRESCO D 171 in funzione del patrimonio genetico e delle condizioni climatiche in cui la pianta si sviluppa. Durante l accrescimento, la pianta differenzia uno o più steli (branche) che possono ramificarsi a loro volta ed emettere a ogni nodo nuove foglie e/o infiorescenze. L accrescimento della pianta può essere: a. indeterminato: dopo ogni infiorescenza si sviluppa una nuova gemma apicale che porta a un accrescimento teoricamente indefinito della pianta, almeno fino a quando le condizioni climatiche lo consentono; si evidenzia un fusto principale con dominanza apicale e fusti secondari; la lunghezza degli internodi supera mediamente i 10 cm; la conformazione è sarmentosa (per cui si rendono necessari i tutori per sostenere la pianta), con portamento prostrato già in fase di sviluppo iniziale e branche non molto numerose, ma lunghe; all accrescimento indeterminato si riconducono le piante di pomodoro coltivate in serra, i cui frutti sono destinati al consumo fresco, con raccolta scalare; b. semideterminato: i fusti hanno sviluppo limitato, la distanza tra gli internodi è inferiore a 10 cm, la gemma apicale può essere o meno presente e la pianta assume conformazione cespugliosa, con numerose branche e portamento eretto fino all ingrossamento dei frutti, aprendosi successivamente; le piante a portamento semideterminato non sono generalmente indicate per la coltivazione di pomodoro destinato alla trasformazione industriale, mentre vengono impiegate nella produzione di pomodoro per il consumo fresco coltivato in pieno campo; c. determinato: l accrescimento dei fusti è interrotto dalla differenziazione di una infiorescenza apicale e lo sviluppo si basa sull emissione ripetuta e successiva di foglie all ascella, dalle quali si forma spesso un germoglio o una infiorescenza; gli internodi sono decisamente inferiori a 10 cm e la pianta assume conformazione cespugliosa, o nana, con poche branche corte, portamento eretto e compatto fino alla maturazione dei primi frutti e oltre. Il portamento determinato, cui si associa la particolare compattezza dell apparato fogliare, è caratteristico delle piante di pomodoro a uso industriale, soprattutto in funzione della raccolta meccanica integrale. Le foglie sono alternate, imparipennate e picciolate, lunghe 20-30 cm e composte da 7-11 foglioline semplici e diseguali, con bordo sinuato e talvolta dentato, che spesso presentano sul lembo pagina, generalmente sottile, bollosità più o meno pronunciate; come tutte le parti verdi della pianta, esse sono ricoperte di peli ghiandolari che secernono una sostanza, la solanina, di odore acre, caratteristico. Generalmente i caratteri fogliari non servono ai fini della sistematica varietale, essendo influenzati dalle variazioni del clima, del terreno e dell agrotecnica; tuttavia si possono distinguere foglie normali , tipiche della specie (come sopra descritto), e foglie a patata , con un minore numero di foglioline, grandi, a lembo liscio o bolloso e bordo generalmente intero. I fiori del pomodoro sono ermafroditi, portati da un picciolo articolato, riuniti in infiorescenze a racemo semplice, più frequente nella parte basale della pianta, biforcuto o ramificato, tipico della parte superiore. Il picciolo ospita i vasi che alimentano l ovario nel suo sviluppo; è dotato di un nodo o giuntura posto a pochi centimetri di distanza dal frutto, in cui, con la maturazione, si formano cellule suberose che ne facilitano il distacco lasciando un residuo formato dai sepali, attaccato alla bacca. Per ottemperare alle esigenze dell industria di trasformazione, che denunciava problemi (attribuibili alla presenza dei piccioli) di natura meccanica, come l intasamento delle passatrici, e di natura qualitativa, per la concentrazione di nitrati che aggredivano lo stagno dei D

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin