SEZIONE D

POMODORO DA INDUSTRIA E CONSUMO FRESCO D 185 le piantine si presentino in condizioni di sviluppo equilibrato, con apparato radicale ben sviluppato, fusto robusto e poco allungato, assenza di sintomi da patologie e di abbozzi fiorali, premesse indispensabili per ottenere produzioni economicamente remunerative. La semina avviene in contenitori alveolati di polistirolo, di forma cilindrica o troncoconica, di cui esistono numerose varianti che riguardano sopratutto il numero (da 40 a 280), la densità di piante/m2 (da 200 a oltre 400) e la capacità degli alveoli, dopo che questi sono stati riempiti con substrato costituito da una miscela appositamente studiata di torbe bionde (circa 60%) e scure, con l aggiunta di una ridotta frazione di argilla ed eventualmente di macro- e microelementi, con pH fra 5,5 e 6,0. Anche se il concetto contrasta con l economia del vivaio, lo sviluppo radicale e la qualità globale delle piantine saranno tanto migliori quanto maggiore sarà il quantitativo di substrato contenuto negli alveoli. Dopo la semina i contenitori sono ricoperti con materiale sterile (vermiculite), che concorre a mantenere costante l umidità e a impedire la formazione di alghe; vengono poi irrigati con getti nebulizzati di acqua in cui possono essere disciolte sostanze attive che contrastano lo sviluppo di alcuni ficomiceti (Pythium, Phytophthora, ecc.) e, dopo essere stati sistemati in bancali, sono stoccati in celle di germinazione per 2-4 giorni, al buio, a 22-24 °C costanti e con il 90% di umidità relativa, condizioni ideali per consentire la rapida e uniforme germinazione del seme. Successivamente i contenitori vengono trasferiti in serra e posizionati evitando il contatto diretto con il terreno mediante strutture in materiali diversi (legno, ferro, cemento); si provvede, infine, al ripicchettamento, quando i cotiledoni si presentano ben aperti e sono presenti le prime foglie vere, per recuperare gli spazi vuoti e uniformare il numero di piante per contenitore. In vivaio, dove le piantine rimangono per circa 40-45 giorni, fino a quando avranno raggiunto la 5-7a foglia vera, le temperature ottimali diurne verranno mantenute attorno a 26 °C e quelle notturne non dovranno scendere al di sotto di 12-13 °C. Le serre di più moderna concezione sono dotate di un sistema di movimentazione dei contenitori, che permette di variare le condizioni di insolazione, e di sistemi automatizzati di irrigazione e fertilizzazione con concimi idrosolubili, il cui apporto risulta concentrato, soprattutto nel momento di pretrapianto per facilitare lo sviluppo dell apparato radicale. Il tempo di permanenza in vivaio delle piantine destinate alla coltivazione in serra varia in funzione della data prevista di trapianto (da 25 a 39 giorni in estate, a 30-40 giorni in autunno, a 40-50 giorni in inverno). Le condizioni ottimali delle piante per il trapianto sono: altezza minima 16-20 cm, diametro del fusto da 0,6 a 0,8 cm, apparato radicale ben sviluppato, foglie in numero non inferiore a 8 e primo palco fiorale ben abbozzato. Il trapianto in pieno campo prevede l utilizzo di attrezzature portate (più raramente semoventi), con organi di distribuzione a pinze o a bicchiere con il fondo apribile, un grado di automazione più o meno elevato, talora corredate da distributore di acqua e fertilizzanti disciolti; si può operare su una oppure due (talora tre) file in funzione della loro distanza. L operazione viene eseguita con l apertura di un solchetto, la deposizione della piantina alla distanza prestabilita in funzione del sesto d impianto e la sua chiusura con compattamento del terreno attorno alla radice. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin