8.6.5 Lotta alle malerbe

D 186 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 8.6.5 Lotta alle malerbe. Per il pomodoro coltivato in serra il problema delle malerbe praticamente non sussiste, provvedendo alla pacciamatura integrale del terreno. Per la coltura in pieno campo il controllo delle infestanti risulta indispensabile per evitare che la loro azione competitiva nei confronti della luce, dell acqua e degli elementi nutritivi rallenti lo sviluppo della coltura e influenzi negativamente la produzione (minore numero di bacche per pianta e riduzione del loro peso medio); le infestanti, inoltre, sono fonte di patogeni e fitofagi e ostacolano le operazioni di raccolta. Le tematiche offerte dal diserbo possono essere così riassunte: le malerbe hanno sviluppato specializzazioni biologiche (dormienza dei semi, resistenza agli stress, ecc.); l efficacia dei diserbanti attualmente ammessi e commercializzati sul pomodoro risulta sensibile alle condizioni meteorologiche (in particolare temperature e piogge) e a quelle strutturali; sovente essi presentano una selettività relativa nei confronti della specie (eliminazione delle infestanti senza danneggiare la coltura), per cui si possono verificare fenomeni di tossicità, oppure possono presentare uno spettro d azione insufficiente. Sussiste il pericolo di una loro persistenza residuale nel terreno (influenzata dalla dose d impiego, dalla struttura del terreno e dal suo pH, oltre che dalle condizioni climatiche), che può danneggiare le colture successive. Così, per esempio, al nord una fra le infestanti più pericolose e frequenti è rappresentata dal Solanum nigrum (erba morella), che gode della selettività offerta al pomodoro per la sua prossimità sistematica e la cui diffusione viene incrementata dalla semplificazione della rotazione colturale. Il controllo delle infestanti può avvenire per contatto, uccidendo i tessuti con cui vengono a contatto, per traslocazione, penetrando all interno della pianta e provocando turbe metaboliche, per azione residuale, agendo sui semi in germinazione. Può essere effettuato in pretrapianto (circa 15-20 giorni prima della messa a dimora), inibendo la vitalità dei semi e dei germinelli, in postemergenza, quando la pianta del pomodoro ha differenziato 8-10 foglie vere e l infestazione è già in atto, oppure dalla combinazione dei due momenti di applicazione. Il controllo chimico delle infestanti può essere agevolato da interventi meccanici (sarchiature), dalla scelta del trapianto come messa a dimora, dalla conoscenza della flora infestante presente nell areale di coltivazione. Nella Tabella 1.20 vengono elencate le sostanze attive con azione erbicida ammesse sulla coltura del pomodoro e le relative infestanti controllate. 8.6.6 Irrigazione. Il pomodoro è una tipica coltura irrigua. Per l apparato radicale che non si estende in profondità e per la parte epigea erbacea particolarmente sviluppata, che presenta un intensa attività evapotraspirativa, richiede notevoli quantitativi di acqua e manifesta una particolare sensibilità nei confronti degli stress idrici per carenza e/o squilibrio negli apporti. L irrigazione assume, pertanto, un ruolo determinante sull economia della coltura, che si traduce in rese/ettaro e in qualità del prodotto, risultando determinanti sia i volumi apportati che i momenti di intervento. Stress idrici anche di breve durata, in concomitanza con l allegagione, possono determinare cascola fiorale e poi ritardare la maturazione dei frutti che presenteranno pezzatura ridotta e, soprattutto quelli a bacca allungata, saranno soggetti a marciume apicale. Eccessivi apporti nelle prime fasi di sviluppo delle piante inducono abbondante vigoria con conseguenze simili a quelle determinate da elevati apporti azotati, mentre in corrispon-

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin