8.6.8 Raccolta

POMODORO DA INDUSTRIA E CONSUMO FRESCO D 189 c. asportazione dell apice vegetativo o cimatura, tesa a ridurre il numero di palchi fruttiferi per contenere il ciclo vegetativo della pianta e migliorare la qualità dei frutti; viene effettuata dopo che l ultimo palco destinato a produrre è in fase di fioritura lasciando sullo stesso almeno due foglie vere. Esiste infine una potatura detta di vivaio , durante la quale la morfologia strutturale della pianta può essere limitata allo stelo unico oppure a due branche, in funzione del sistema di allevamento che si intende adottare e della tipologia di pomodoro coltivato (viene preferita per i tipi cherry ). 8.6.8 Raccolta. La raccolta del pomodoro destinato al consumo fresco, sia in pieno campo che in serra, viene svolta manualmente e scalarmene, a frutto singolo oppure a grappolo, in funzione delle diverse tipologie; quella del pomodoro, destinato alla trasformazione industriale, è procrastinata fino a quando la maturazione presenta una concentrazione di frutti maturi pari ad almeno l 80% della produzione della pianta stessa. Dalla concentrazione della maturazione, condizionata dal grado di tenuta dei frutti, dipende la resa economica della coltivazione. La raccolta meccanica viene effettuata con macchine semoventi, i cui principali componenti vengono di seguito elencati: a. organo di taglio, costituito da una barra falciante a sezioni triangolari, regolabile in altezza, che taglia le piante a livello del terreno, talora corredato di supporti (dita) che facilitano il loro convogliamento al nastro trasportatore; b. nastro trasportatore a pendenza variabile, costituito da tondini opportunamen- te distanziati, generalmente rivestiti in gomma, che trasporta le piante tagliate al sistema di scuotimento; durante il tragitto, parte della terra e di altro materiale estraneo, eventualmente imbarcato con le piante, viene eliminato; c. sistema di scuotimento rotante, che separa i frutti dalla pianta per l azione im- pressa da una serie di raggi vibranti a intensità regolabile; d. piano di cernita, dove stazionano gli addetti alla selezione del prodotto (eliminazio- ne di eventuali materiali estranei), corredato da una o due selezionatrici elettroniche che, in funzione del colore, eliminano i pomodori non perfettamente pigmentati; e. nastro a vaschette, regolato da un elevatore di carico con sbracciamento ad alzo rego- labile, che trasporta il pomodoro ai contenitori che procedono a fianco della semovente. Nel corso degli anni la raccolta meccanica (tecnica di estrazione americana) ha subìto sostanziali modifiche che hanno riguardato le dimensioni delle semoventi e il funzionamento meccanico, adeguandosi alle esigenze delle coltivazioni italiane, di cui ha rivoluzionato l agrotecnica, raggiungendo elevati livelli di efficacia nel rispetto delle norme qualitative del prodotto. 8.7 Avversità (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Per le avversità che interessano la coltura, nei vari stadi di sviluppo ed eventuale fase di conservazione postraccolta, si rimanda alla Sezione specifica. Un quadro di sintesi è proposto in parallelo sulla versione digitale. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin