10. Bioenergie e colture energetiche

D 202 D.1 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 10. Bioenergie e colture energetiche L Italia ha cominciato a interessarsi alle fonti energetiche rinnovabili a partire dal 1980 promuovendo politiche energetiche che favorissero l utilizzo di queste fonti alternative di energia. Ma iniziative più incisive si ebbero dagli inizi degli anni 90 attraverso l elaborazione di strategie per introdurre il risparmio energetico e l utilizzo di energie rinnovabili. L Italia, come tutti i Paesi aderenti alla Comunità Europea, ha aderito al protocollo di Kyoto, secondo il quale le emissioni di gas dovranno ridursi del 6,5% rispetto all anno 1990. Nel 1997 la delibera CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha definito i criteri principali per la definizione delle misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei gas serra, prevedendo un ammodernamento del sistema energetico nazionale, ma anche favorendo lo sviluppo di nuove tecnologie per diminuire le emissioni con riferimento alle fonti rinnovabili. Gli obiettivi di maggiore impatto di questi programmi sono l aumento della produzione nazionale di energia prodotta da biomasse e, contemporaneamente, l incremento della superficie delle colture dedicate mediante incentivi al comparto agricolo, lo sviluppo di filiere agro-energetiche per il conseguimento di biocombustibili destinati a usi elettrici e termici e di biocarburanti per autotrazione, prevedendo anche lo sviluppo di attività divulgative per indurre le Amministrazioni locali e gli imprenditori agricoli e industriali allo sviluppo delle bioenergie. Per la promozione delle fonti energetiche rinnovabili è stato molto importante il decreto legislativo del 16 marzo 1999, n. 79, che ha incentivato la produzione di energia elettrica derivante da fonti rinnovabili, obbligando dal 2002 i produttori nazionali di energia a immettere in rete una percentuale di energia derivante dalle fonti alternative. In seguito, sono stati introdotti i certificati verdi che rappresentano un titolo commerciale che attesta la produzione di elettricità da fonti rinnovabili. 10.1 Biomasse. Una prima definizione di biomassa è presente nella direttiva 2001/77/CE descritta in precedenza, recepita a livello nazionale dal decreto legislativo del 29/11/2003, n. 387, che per biomassa intende la parte biodegradabile di prodotti, rifiuti e residui provenienti dall agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla selvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani. Le biomasse vegetali sono da considerarsi risorse rinnovabili e inesauribili in quanto, attraverso il processo fotosintetico, riescono ad accumulare energia solare trasformandola in energia chimica presente in molecole complesse. Oltre a essere una fonte di energia, esse svolgono anche un importante ruolo nel contenimento dell effetto serra poiché la quantità di CO2 da loro emessa nell atmosfera, durante la combustione, è inferiore alla quantità di CO2 che viene fissata attraverso l attività fotosintetica, in quanto non si considera la quantità di carbonio immagazzinata negli apparati radicali e le altre parti della pianta non asportate. Le biomasse utilizzate nei processi di trasformazione energetica sono suddivise secondo il comparto di provenienza: c omparto forestale e agroforestale: residui di attività selvocolturali e agroforestali; c omparto agricolo: residui colturali dell attività agricola, colture dedicate di specie ligno-cellulosiche, piante oleaginose (per la produzione di biodisel) e piante alcoligene (per la produzione di bioetanolo); c omparto zootecnico: reflui zootecnici (produzione di biogas);

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin