SEZIONE D

BIOENERGIE E COLTURE ENERGETICHE D 217 tecnica colturale e produttività. La tecnica da seguire per l esecuzione dell impianto prevede un aratura e un paio di erpicature per preparare il terreno su cui vengono trapiantati i rizomi. Per il trapianto si utilizza una trapiantatrice per patate modificata, che pone i rizomi a una profondità di 15 cm; l investimento ottimale è di 10.00015.000 piante ettaro. Successivamente alla messa a dimora dei rizomi è utile eseguire un intervento irriguo. Per la concimazione vengono forniti al terreno, nell anno dell impianto, una minima quantità di fosforo e potassio (rispettivamente 40 kg/ha e 80 kg/ha) e 100-120 kg/ha di azoto; in seguito viene effettuato un diserbo con glyphosate per prevenire la diffusione delle malerbe. La biomassa prodotta il primo anno normalmente non è raccolta in quanto non è conveniente dal punto di vista economico in relazione alla resa ottenibile. La gestione dell impianto, nei primi anni dopo il trapianto, prevede una concimazione con 60-80 kg/ha di azoto; non si rendono necessari interventi di diserbo perché le foglie cadute creano uno strato pacciamante sul terreno. Per quanto riguarda la difesa da avversità di varia natura (®Canapa - Avversità e difesa), non sono richiesti interventi. Per la raccolta della biomassa si impiega una falcia-trincia-caricatrice oppure, in alternativa, si effettua uno sfalcio delle piante seguito dall andanatura del materiale a terra e dalla pressatura. Tale soluzione cantieristica possiede il vantaggio, rispetto alla trinciatura, di ridurre notevolmente i volumi di biomassa da trasportare, ma allo stesso tempo causa un inquinamento del materiale vegetale a causa dell introduzione di particelle di terreno. Al momento della raccolta (febbraio-marzo) le foglie sono completamente cadute a terra e l umidità si aggira intorno al 20%. L espianto nell ultimo anno di impianto prevede il ripristino del terreno alle condizioni iniziali attraverso l impiego di una trincia-fresa forestale seguita da un diserbo con glyphosate e da una estirpatura. Tra le criticità da superare al momento della coltivazione del miscanto si possono annoverare i costi di impianto relativamente alti, dovuti alla necessità di trapiantare i rizomi, il ridotto patrimonio genetico utilizzabile e la tecnica di raccolta ancora da perfezionare. La durata di un impianto è in media di 12-15 anni e le rese variano da 15 a 25 t/ha e oltre per la biomassa secca. La biomassa aerea del miscanto, al momento della raccolta, presenta le seguenti caratteristiche chimico-qualitative: contenuto in ceneri totali (1-2% della s.s.), silice (0,5-0,9%), azoto (0,3-0,5%), carbonio (48%), cloro (0,15-0,2%), zolfo (0,2%). Il potere calorifico inferiore si attesta sui 17,2-17, 5 MJ/kg. Canna comune (Arundo donax). La canna comune, graminacea perenne, è tipica degli ambienti mediterranei, ma risulta molto adattabile a varie condizioni pedoclimatiche. Grazie alla sua naturale capacità di moltiplicarsi e di colonizzare nuovi spazi (è presente sui cigli stradali, in appezzamenti abbandonati, lungo fossi, ecc.), questa specie risulta assai interessante, considerando la biomassa che da essa è possibile ottenere per la produzione di energia. L areale di origine della specie si estende dal Pakistan fino a tutto il bacino del Mediterraneo, ma attualmente la canna è diffusa ovunque, dall Asia all America fino all Africa. L Arundo donax appartiene alla sottofamiglia Arundinoidae, della famiglia delle Poaceae (Graminaceae) e il genere Arundo comprende 6 specie tipiche degli ambienti caldi; tra queste in Italia troviamo, oltre ad A. donax, anche A. plinii, che è più piccola, e A. phragmites. La canna comune tuttavia si differenzia da queste per la tipologia di rizoma che risulta essere grosso e tuberoso. D

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin