SEZIONE D

D 218 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO caratteristiche botaniche e morfologiche. La canna comune è una pianta perenne con un ciclo fotosintetico C3 e presenta dei fusti che si sviluppano annualmente raggiungendo anche i 6-7 m di altezza in un solo ciclo vegetativo, con un accrescimento estremamente rapido tanto da raggiungere 7 cm di sviluppo al giorno. L apparato radicale è formato da un grosso rizoma, dal quale dipartono innumerevoli radici che si originano sia nella parte superiore sia in quella inferiore dello stesso. Le foglie, verde-grigiastre, possono essere lisce o scabre e ricoprono interamente i fusti solo sul margine, in modo da formare una guaina protettiva; la lamina fogliare risulta essere molto ampia (3-6 cm) e lunga con una ligula molto corta. Il culmo termina con l infiorescenza, che si sviluppa solitamente tra agosto e novembre, costituita da un ampia pannocchia formata da tre spighette peduncolate, ognuna composta da tre fiori sterili. Per questo motivo la specie si riproduce agamicamente, attraverso l espansione dei rizomi e/o mediante la loro frammentazione. La propagazione può avvenire anche attraverso l interramento di porzioni di fusto che presentino almeno una gemma (occhio). impieghi. Oltre alla produzione di energia attraverso la combustione della biomassa, dai fusti della canna si estrae la cellulosa e gli zuccheri solubili da destinare a impieghi industriali e alla produzione di alcol etilico per energia. esigenze climatiche e pedologiche. Da recenti studi si ritiene che la temperatura ottimale per lo sviluppo della pianta sia intorno a 13-14 °C. I terreni che meglio si prestano alla coltivazione della canna comune sono quelli freschi, profondi, ben drenati che permettono un efficiente circolo d aria e acqua, sabbiosi e ricchi di sostanza organica, meglio ancora se con un buon contenuto in calcio. Si sconsigliano i terreni eccessivamente argillosi, superficiali e impermeabili. Grazie a un apparato radicale che permette alla pianta di approfondirsi nel terreno, la canna comune è in grado di tollerare situazioni di siccità prolungata e di mantenere livelli produttivi molto interessanti. tecnica colturale e produttività. La lavorazione principale del terreno consiste in un aratura, o ripuntatura, effettuata a un adeguata profondità (40 cm), seguita da una doppia erpicatura che favorisce l interramento dei rizomi. Si consiglia di attuare le concimazioni nel caso in cui sia necessario apportare elementi nutritivi all impianto durante la preparazione del terreno per il trapianto. Sia i rizomi sia i fusti possono essere impiegati come materiale di propagazione; nel primo caso il trapianto può essere effettuato utilizzando delle trapiantatrici da tubero modificate. Tale operazione solitamente viene eseguita nel periodo primaverile, alla ripresa vegetativa e l investimento all impianto è di circa 10-15.000 rizomi/ha. Invece, nel caso in cui siano utilizzati i fusti come materiale propagativo, alcuni ritengono che questa soluzione d impianto fornisca modesti livelli di attecchimento, mentre altri sono convinti che si raggiunga comunque una densità d impianto troppo bassa. La semina può essere effettuata con macchine trapiantatrici simili a quelle utilizzate per la canna da zucchero. Successivamente viene effettuata una rullatura per permettere al fusto di aderire al terreno e per favorire la radicazione. Il periodo ottimale per il trapianto è il tardo autunno, alla fine del periodo vegetativo. Il fabbisogno annuale di azoto è stimato pari a 80-120 kg/ha. La ripresa vegetativa della canna comune inizia in primavera e si conclude nel tardo autunno, ed è caratterizzata da un rapido accrescimento che le permette di competere con la maggior parte delle infestanti dopo il secondo anno d impianto. Al momento dell impianto, infatti, la pianta non è in grado di raggiungere il vigore definitivo e quindi si consiglia di effettuare dei trattamenti utilizzando prodotti chimici non residuali e/o intervenendo

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin