1.2.7 Avversità frumento

D 22 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 5. Contenuto in ceneri: il contenuto elevato in ceneri, localizzate prevalentemente nei tegumenti, riduce la resa di macinazione. 6. Contenuto in pigmenti carotenoidi: conferisce il colore giallo alla pasta, carat- teristica ricercata dai consumatori. condizionato negativamente dalla presenza di ossidasi, enzimi che determinano l imbrunimento dei pigmenti. Conservazione e trattamenti post-raccolta. Il prodotto raccolto dalla mietitrebbia viene avviato verso i centri di ammasso; raramente è conservato in azienda, salvo un temporaneo stoccaggio in cumuli al coperto. Per conservazioni a lungo termine in azienda sono da preferire i moderni silos di tipo verticale, dotati di sistemi di caricamento meccanico. La conservazione in locali aperti è sconsigliabile sia per la difficoltà di difesa dai parassiti sia per gli elevati costi di movimentazione del prodotto. Per la conservazione del prodotto è importante che l umidità si mantenga su valori inferiori al 15-16% per prevenire il surriscaldamento della massa conservata, lo sviluppo di fermentazioni e la formazione di micotossine. Impieghi a. Frumento tenero. Industria molitoria 79%, alimentazione animale 18%, industria sementiera 3%. Destinazione della farina prodotta: export 15%, consumo familiare 7%, produzione di biscotti e dolci 10%, produzione di pane 76%. b. Frumento duro. In Italia è utilizzato in gran parte per la produzione di pasta e il 7,6% per la produzione di pane. La maggior parte della produzione italiana di frumento duro viene destinata alla pasta alimentare, con una resa pari a 3.100.000 t nel 2003, il cui consumo pro capite vede l Italia al primo posto nel mondo con circa 30 kg. La produzione totale è per metà destinata al consumo interno e per metà all export. L Italia è uno dei principali Paesi esportatori di paste alimentari nel mondo. 1.2.7 Avversità frumento (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Per le avversità che interessano la coltura, nei vari stadi di sviluppo ed eventuale fase di conservazione post-raccolta, si rimanda alla Sezione specifica. Un quadro di sintesi è proposto in parallelo sulla versione digitale. 1.3 Orzo (Hordeum sp.pl.) 1.3.1 Importanza, diffusione e caratteristiche botaniche. L origine dell agricoltura si caratterizza con l addomesticamento dell orzo a partire dalla forma selvatica Hordeum spontaneum. I centri di differenziamento della specie sono stati riconosciuti in Etiopia e nell Estremo Oriente, dal Nepal al Giappone. Esistono moltissimi esempi storici sugli usi multipli della granella, anche per l alimentazione umana, ma il più significativo è rappresentato dai gladiatori, i quali si nutrivano quasi esclusivamente con farina di orzo e per questo erano chiamati hordearii. Fino alla prima metà del secolo scorso le produzioni dell orzo, in Italia, erano mediamente più basse rispetto a quelle di altri cereali vernini, anche perché la specie era relegata agli appezzamenti meno fertili dell azienda. La produzione media nazionale risultava più vicina a quella dei Paesi del bacino del Mediterraneo pittosto che a quella degli altri Paesi europei. Questa situazione fu completamente superata con l introduzione, a partire dal 1970, di varietà straniere che risultarono competitive rispetto a frumento tenero e

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin