SEZIONE D

BIOENERGIE E COLTURE ENERGETICHE D 221 a 30-40 cm, unita a una discissura profonda (70 cm), e vanno eseguiti in tarda estate o in inverno in condizioni di tempera. I lavori di affinamento possono essere realizzati appena prima dell impianto. Le asportazioni di nutrienti sono molto limitate, pertanto le reintegrazioni annue da apportare per il mantenimento della fertilità non devono superare i 40-60 kg/ha per i tre macroelementi N-P-K. Il controllo delle erbe infestanti è fondamentale per il successo delle piantagioni a turno breve. Alcune settimane prima della preparazione del terreno, è necessario effettuare un intervento di bonifica utilizzando prodotti a base di glyphosate per eliminare la maggior parte delle perennanti. Successivamente, subito dopo la messa a dimora delle talee, è indispensabile intervenire con prodotti residuali con azione antigerminello (sostanza attiva pendimethalin con dosi di 2 kg/ha), per il controllo delle dicotiledoni, e con alachlor (1,4 kg/ha di p.a.) o metolachlor (1 kg/h di p.a.) per le graminacee. In genere, dopo il primo anno di ogni ciclo produttivo, se lo sviluppo delle piante è stato buono, non è più necessario alcun controllo chimico delle malerbe; qualora esso dovesse essere nuovamente necessario, è opportuno intervenire dopo la ceduazione e solo sulla fila con disseccanti (non tossici per il pioppo nella fase di riposo vegetativo) quali il glufosinate d ammonio (0,45 kg/ha) in aggiunta agli antigerminello sopra riportati; generalmente nell interfila si effettua una lavorazione superficiale con estirpatori, erpici o frese che, oltre all azione dissodante, permettono l eliminazione della flora infestante. Per l allestimento dell impianto possono essere utilizzate talee o astoni di un anno senza rami che vengono trapiantati con macchine specifiche. Le dimensioni del materiale variano da 18 a 35 cm di lunghezza e da 1,5 a 3 cm di diametro, a seconda della tipologia di macchina utilizzata per la messa a dimora. Per pioppi a destinazione energetica, nelle condizioni italiane, sembrano indicate densità massime di circa 10.000 piante/ha. L utilizzo di file singole migliora il controllo delle infestanti, ma rende più dispendiosa la fase di raccolta rispetto alle file binate (massima resa della macchina raccoglitrice). Le distanze variano in base all altezza delle piante coltivate e quindi della lunghezza del ciclo colturale. Per piantagioni biennali, è sufficiente mantenere una distanza tra le file di circa 3 m, che consenta il passaggio delle macchine agricole, e sulla fila bisogna variare la distanza tra le piante in relazione alla densità d impianto scelta. Nel primo anno di ogni ciclo sono previsti una concimazione con 50 kg/ha di azoto, due controlli meccanici delle infestanti nell interfila e, se necessario, un diserbo sulla fila con glufosinate d ammonio. Le necessità irrigue, una volta scelto accuratamente il sito e il tipo di clone adatto a un certo clima, dovrebbero limitarsi ai periodi di siccità, soprattutto nei primi anni di impianto. avversità. I più importanti insetti parassiti del pioppo sono senza dubbio gli xilofagi, tra i quali si segnalano: il Punteruolo del pioppo (Cryptorhynchus lapathi ), le cui larve iniziano a nutrirsi soltanto nella primavera successiva, all apertura delle gemme, scavando inizialmente nei tessuti corticali e poi, dopo circa un mese, nel legno; la Saperda maggiore del pioppo (Saperda carcharias L.), che attacca solo piante vive ed è perfettamente in grado di portare a termine lo sviluppo su piante sane; il Rodilegno rosso (Cossus cossus L.), parassita polifago. Tra i fitofagi il più pericoloso è senza dubbio l Afide lanigero del pioppo (Phloeomyzus passerinii Sign.), che si nutre inserendo gli stiletti nella corteccia e assimilando il nutrimento dai parenchimi corticali della pianta. La specie più conosciuta tra i defogliatori meno specializzati è la rossa Crisomela del pioppo (Chrysomela populi L.), particolarmente attratta dalle foglioline più giovani e dai ricacci della pianta. raccolta e produttività. La raccolta si effettua con una falcia-trincia-caricatrice semovente specifica. Il materiale viene trasferito in uno spazio aziendale adibito allo stoccaggio che prevede la conservazione del cippato sotto un telo traspirante che facilita il D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin