SEZIONE D

D 222 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO naturale processo di essicazione della biomassa. In tali condizioni, il materiale subisce fenomeni fermentativi e degradativi che producono perdite in termini quantitativi e qualitativi. In alternativa alla soluzione appena descritta, ne esiste una seconda che prevede la ceduazione delle piante intere e il successivo accatastamento delle stesse a bordo campo, dove possono essere cippate in un momento successivo. La prima soluzione cantieristica prevede un organizzazione dei cantieri relativamente semplice e comporta una rilevante produttività del lavoro ma, di contro, l elevato costo della macchina per la raccolta implica la lavorazione di ampie superfici per ammortizzare i costi di gestione. La raccolta di piante intere e la formazione di cataste a bordo campo, invece, consentono di sfruttare l essicazione naturale delle stesse e di ottenere quindi un cippato più asciutto. Il cantiere di raccolta è però più complesso perché sono necessarie due o tre macchine che lavorano in contemporanea (generalmente è previsto l impiego di una macchina che taglia, affastella e trasporta a bordo campo e di una seconda macchina per la cippatura). Prove condotte in Italia hanno dimostrato che i valori di produzione del pioppo a ciclo breve in sostanza secca, ottenuti a fine turno di due anni, sono molto variabili in funzione dell ambiente di coltivazione e compresi generalmente fra 3 e 16 t/ha/anno di sostanza secca. In base ad alcune recenti ricerche condotte a livello aziendale, la produzione con nuovi cloni particolarmente idonei alla Short Rotation Forestry (SRF) potrebbe attestarsi sulle 5 t/ha di s.s. al primo anno e salire intorno alle 20 t/ha di s.s. negli anni successivi, con rendimenti abbastanza costanti nel tempo. Attualmente il pioppo è considerato importante per la produzione di biomasse combustibili, ma può essere interessante anche nell ambito delle prospettive di sviluppo future (biocarburanti di seconda generazione). Salice (Salix spp.). Il salice, appartenente alla famiglia delle Salicaceae, è una pianta originaria dell emisfero boreale e dell Estremo Oriente. Le specie note sono circa 300, suddivise in diversi gruppi in base alle loro caratteristiche: meso-termofile, mesofite, microterme e criofile. Grazie alle sue caratteristiche di pianta pioniera e rustica, il salice è diffuso in tutte le regioni della penisola italiana. Oltre che come pianta ornamentale, può essere utilizzato come barriera frangivento per l estrazione di principi chimici e farmaceutici e per la produzione di energia. aspetti botanici ed esigenze pedoclimatiche. Il salice presenta foglie con caratteristiche xeromorfiche e un apparato radicale di tipo espanso, con intensa attività pollonifera che determina l emissione di numerosi polloni che dipartono dalla ceppaia e dal fusto. I fiori maschili e femminili sono portati da individui separati. I fiori maschili sono amenti che assumono una colorazione giallastra al raggiungimento della maturità. Quelli femminili sono verdi e, a maturità, producono piccoli semi piumosi. Le caratteristiche pedoclimatiche sono strettamente collegate alla tipologia di cultivar o clone utilizzato. In genere, i salici prediligono ambienti umidi in prossimità dei corsi d acqua e si adattano facilmente a suoli di medio impasto, freschi e con una tessitura medio pesante, in quanto l apparato radicale è in grado di svilupparsi in profondità e di esplorare una vasta porzione di terreno; sono invece sconsigliati i suoli eccessivamente compatti in quanto possono dare luogo a fenomeni di asfissia radicale. Temono lunghi periodi di siccità, mentre risultano abbastanza tolleranti ai ristagni idrici. una coltura eliofila che richiede precipitazioni annue comprese tra 400 e 2.500 mm di pioggia e temperature medie comprese tra 5 e 18 °C, anche se esistono ibridi in grado di tollerare temperature molto più rigide. Le specie che meglio si adattano alla Short Rotation Forestry sono Salix viminalis, Salix alba e Salix matsudana e i loro ibridi; sono le specie più

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin