SEZIONE D

BIOENERGIE E COLTURE ENERGETICHE D 223 diffuse in Italia per la produzione di biomassa legnosa grazie al loro rapido accrescimento, all elevata produttività, alla notevole capacità pollonifera e di rizogenesi, alla buona tolleranza ai parassiti, alla scarsa ramosità e all assenza di biforcazioni del fusto. tecnica colturale e produttività. L impianto normalmente viene effettuato in primavera, da metà febbraio fino ad aprile, dopo aver ripulito il terreno dalle infestanti ed effettuato un aratura profonda. In genere si fa uso di talee ricavate da astoni di un anno, lunghe circa 30-40 cm, con una densità di circa 10.000 piante/ha in file semplici o binate, con distanze tra le file variabili tra 1,50 e 3,00 m, mentre la distanza tra le file della bina è 0,75 m nel caso di ciclo triennale. Nel caso di un impianto quinquennale l investimento è di circa 1.000-1.600 piante/ha, disposte secondo uno schema quadrangolare o rettangolare, con distanze tra le file di circa 2,50-3,00 m. Le concimazioni vengono eseguite durante le operazioni di preparazione del terreno al momento dell impianto, con particolare attenzione per l azoto. Le operazioni per il controllo delle infestanti sono effettuate al primo anno per favorire lo sviluppo delle piante e impedire l insorgere di fenomeni di competizione con le malerbe. A seconda della tipologia di infestazione, si possono utilizzare sistemi di controllo esclusivamente di tipo meccanico oppure di tipo chimico, attraverso l uso di prodotti ad azione residuale. Contro le avversità del salice non sono necessari particolari interventi. Le rese produttive si attestano attorno a 15 t/ha si s.s. fino a raggiungere anche 19,5 t/ha di sostanza secca per un turno biennale con i nuovi cloni e nelle migliori condizioni pedoclimatiche. Robinia (Robinia pseudoacacia). La robinia (Robinia pseudoacacia), originaria dell America settentrionale e appartenente alla famiglia delle Leguminosae, è stata introdotta in Europa alla fine del XVII secolo come pianta ornamentale. caratteristiche botaniche ed esigenze pedoclimatiche. L elevata capacità di emettere polloni radicali e la rusticità rendono questa coltura molto interessante per la produzione di biomassa. Si tratta di una specie rustica, frugale, in grado di migliorare il terreno attraverso la fissazione dell azoto atmosferico. La robinia presenta un fusto eretto e slanciato, alto fino a 20 m. Le foglie sono caduche, alterne, imparipennate, formate da 5-12 paia di foglioline. I fiori, con corolla bianca e papilionacea, sono portati in grappoli penduli all ascella delle foglie e sono ricchi di ghiandole nettarifere. I frutti sono legumi schiacciati, coriacei, lisci e di colore bruno che contengono piccoli semi e restano sui rami anche dopo la caduta delle foglie. Ha una notevole capacità di riproduzione vegetativa, potendo emettere polloni sia dalla ceppaia sia dalle radici. L impollinazione è di tipo entomofilo, la percentuale di autofecondazione è estremamente bassa, nonostante i fiori siano ermafroditi. La riproduzione può avvenire sia gamicamente, tramite seme, sia agamicamente tramite talee radicali, caulinari o innesto. una specie ubiquitaria, in grado di svilupparsi sia in pianura sia sulle Alpi e gli Appennini grazie alla rusticità. Si adatta a tutti i tipi di terreno, anche se predilige suoli franco-sabbiosi, sciolti e ben drenati con pH . 7,5; sopporta lunghi periodi di siccità ed elevate pendenze. Nelle prime fasi di sviluppo può tollerare un certo grado di ombreggiamento e, in seguito, diventa spiccatamente eliofila. tecnica colturale. Anche questa coltura si presta al sistema della Short Rotation Forestry. L impianto viene eseguito attraverso la messa a dimora di piantine di un anno a radice nuda (di circa 10 cm) utilizzando trapiantatrici su file singole e binate. La densità d impianto varia a seconda della durata dei turni e generalmente si attesta attorno alle 10.000-15.000 piante/ha. L apporto di elementi nutritivi attraverso le concimazioni si rende necessario per il fosforo e potassio, che vengono somministrati durante le lavorazioni principali del terreno al primo anno d impianto. Essendo una leguminosa, la robinia D

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin