1.1 Classificazione degli erbai

D 226 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE FORAGGERE, PRATI E PASCOLI 1.1 Classificazione degli erbai. Tra i principali criteri di raggruppamento delle piante da erbaio si ricordano: la stagione di coltura (erbai estivo-autunnali; e. autunnoprimaverili; e. primaverili; e. primaverili-estivi; e. estivi), la famiglia botanica di appartenenza (erbai di graminacee; e. di leguminose; e. di crucifere; e. di chenopodiacee; ecc.), il tipo di coltura (erbaio monofita, o in purezza, quando la coltura è costituita da una sola specie; e. polifita, o miscuglio, quando la coltura è costituita da due o più specie, spesso appartenenti a famiglie botaniche diverse), la modalità di utilizzazione del foraggio (erbaio per il foraggiamento verde; e. da insilamento; e. da fieno; e. da fieno 1 pascolo; ecc.). Si ritiene che sia più ricca di significati e meglio rispondente alla realtà operativa la classificazione basata sulla stagione di coltura, con la distinzione degli erbai in due grandi categorie principali: erbai autunno-primaverili ed erbai primaveriliestivi. Gli e. estivo-autunnali e gli e. primaverili costituiscono infatti delle varianti, oggi desuete, della realizzazione classica degli e. autunno-primaverili, così come gli erbai estivi possono essere considerati un appendice degli erbai primaverili-estivi. All interno di questi due raggruppamenti, di volta in volta, si richiameranno gli altri criteri connotativi (famiglia botanica, tipo di coltura, modalità di utilizzazione). Gli erbai autunnoprimaverili si seminano tra fine estate e inizio autunno e si raccolgono in primavera; gli e. primaverili-estivi si seminano in primavera e si raccolgono a fine estate. Gli erbai autunno-primaverili sono più diffusi dei primaverili-estivi: 70% della superficie per i primi, 30% per i secondi. Sul fronte della produzione complessiva le posizioni si invertono: i primaverili-estivi contribuiscono a essa per il 66%, gli autunno-primaverili per il 34%; in altre parole gli erbai a semina primaverile manifestano un potenziale pari a circa il quadruplo rispetto a quello degli erbai a semina autunnale. Questi dati, per certi versi sorprendenti, trovano piena giustificazione considerando le caratteristiche ambientali della penisola e il ruolo che compete agli erbai nei diversi ambienti: infatti, procedendo da nord a sud, si affermano gli erbai autunno-primaverili, mentre tendono fortemente a rarefarsi quelli primaverili-estivi per effetto della parallela riduzione delle disponibilità idriche. Al contrario, nel nord, in presenza di condizioni climatiche più favorevoli, che consentono la coltivazione di specie a ciclo estivo con elevato potenziale produttivo (es. mais), è presente appena l 11% degli erbai autunnali e ben il 72% degli erbai primaverili. Nel settentrione gli erbai primaverili-estivi oggi ricoprono il 76% della superficie totale a erbaio e contribuiscono per il 91% alla produzione totale di energia. Gli erbai autunno-primaverili sono costituiti in grande prevalenza (circa il 92% della superficie) dal connubio graminacee-leguminose. Nel complesso, si rileva la netta prevalenza dei miscugli (il 52% della superficie). Nelle regioni settentrionali, dove peraltro gli erbai autunno-primaverili rivestono un interesse secondario, sono prevalentemente diffuse le graminacee in purezza (il 77% della superficie), in particolare orzo ceroso e loiessa, inseriti nell ambito della stretta successione di due erbai nello stesso anno (orzo ceroso 1 mais ceroso; loiessa 1 mais ceroso). Tuttavia, in generale, queste soluzioni non sono competitive rispetto all unico erbaio di mais ceroso di primo raccolto. Il mais rappresenta il 95% della superficie e il 98% della produzione degli erbai primaverili-estivi. Tra le due forme di utilizzazione della coltura in erba e ceroso la seconda prevale nettamente. Il 78% della superficie a mais ceroso è localizzato nell Italia settentrionale; la modesta superficie destinata a questo formidabile erbaio nell Italia centro-meridionale e insulare è evidentemente rappresentata da terreni fertili e irrigui, come testimoniano le elevate produzioni areiche di energia, del tutto simili a quelle rilevate in Pianura Padana. Il sorgo è nettamente staccato, così come gli altri erbai (chenopodiacee, composite, miscugli).

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin