1.1.1 Erbai autunno-primaverili

ERBAI D 227 1.1.1 Erbai autunno-primaverili. Tra le graminacee rivestono interesse i cereali vernini e la loiessa. Tra i cereali (segale, orzo, frumento, avena e triticale), i più importanti sono l orzo e l avena: il primo nelle regioni settentrionali, la seconda nel Mezzogiorno. L erbaio di orzo (Hordeum vulgare ) interessa una superficie di 40-50.000 ha ed è prevalentemente destinato all insilamento. La tecnica colturale ricalca quella della coltura da granella, con l unica variante della raccolta che viene eseguita con falcia-trincia-caricatrice alla maturazione latteo-cerosa della granella. necessaria una grande tempestività nella raccolta, in quanto la maturazione procede celermente con il parallelo decadimento qualitativo del foraggio e le maggiori difficoltà di insilamento a causa dell elevata porosità del culmo troppo secco. Per la conservazione vengono utilizzati i comuni sili orrizontali. La qualità del silo-orzo è discreta: il valore nutritivo si attesta infatti intorno a 0,65-0,70 UF per kg di sostanza secca, un valore inferiore del 15-20% a quello del silomais. L avena (Avena sativa ) è il cereale più utilizzato nell Italia centro-meridionale, sia in coltura pura sia, soprattutto, in miscuglio con leguminose (veccia sativa, pisello, favino). Il foraggio di avena è utilizzato allo stato fresco, con raccolta allo stadio di botticella-spigatura, e affienato (solo i miscugli) eseguendo la raccolta alla fioritura delle componenti leguminose. Il triticale, contrariamente alle aspettative, non si è rivelato interessante per la costituzione dell erbaio da insilamento a causa della notevole tardività che, negli ambienti settentrionali, limiterebbe pesantemente la produzione areica del successivo erbaio estivo. La loiessa (Lolium multiflorum ), detta anche loglio o loietto italico, è disponibile in forme strettamente annuali classificate come Lolium multiflorum var. westervoldicum, diffuse nel Nord Europa (Paesi Bassi), e forme biennali e anche triennali, classificate come Lolium multiflorum var. italicum, alle quali appartengono i logli di origine italiana derivati dalla cosiddetta loiessa delle marcite lombarde. Sono coltivati circa 50-60.000 ha di questo erbaio in purezza, in buona parte localizzati nella Pianura Padana, per la produzione di fieno o di fieno-silo da utilizzare nell alimentazione delle lattifere in sostituzione parziale, o totale, del fieno di leguminose. In tale contesto l erbaio di loiessa è interessato da un unico taglio eseguito alla spigatura, nel mese di maggio, e viene seguito da un erbaio di mais. Il foraggio di loiessa, se raccolto non tardivamente, presenta un buon valore nutritico (0,55-0,60 UF per kg di sostanza secca). La semina viene di norma eseguita nella prima metà di ottobre, in file distanti 15-20 cm, impiegando 25-30 kg/ha di seme, che deve essere interrato leggermente (1-2 cm). La loiessa reagisce prontamente e vistosamente alla concimazione azotata: nella definizione della dose ottimale (mediamente 150 kg/ha di N), occorre tuttavia considerare anche l azoto di origine organica oltre a quello distribuito al terreno. Questo per evitare l allettamento della coltura e un eccessivo impatto ambientale. Tra le più importanti leguminose da erbaio autunno-primaverile figurano vecce, piselli invernali, alcuni trifogli autunnali e altre specie minori. Sono quattro le specie di veccia che hanno interesse per la foraggicoltura italiana: Vicia sativa, V. villosa, V. pannonica e V. narbonensis. Tra queste V. sativa è attualmente quella di gran lunga più importante. Essa ha una scarsa resistenza al freddo per cui viene coltivata quasi esclusivamente al centro-sud, prevalentemente come componente di miscugli graminacee-leguminose oppure, in misura molto più contenuta, di miscugli di sole leguminose. La raccolta viene eseguita quando la pianta è in fioritura; il foraggio in questa fase è di ottima qualità sia per quanto riguarda il titolo proteico (18-20% sulla sostanza secca) sia il tenore energetico (0,65-0,70 UF per kg di s.s.). V. villosa presenta una maggiore resistenza al freddo rispetto alla precedente, per cui si direbbe idonea per essere coltivata nell Italia settentrionale. In questi comprensori, D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin