1.1.2 Erbai primaverili-estivi

ERBAI D 229 raggiungimento del 37-38% di sostanza secca). Un altro miscuglio adatto agli ambienti centro-meridionali è l erbaio di avena-favino (120-150 kg/ha di seme nel rapporto 40:60), soprattutto nella prospettiva dell eventuale affermazione dell insilamento. Il principale miscuglio per il settentrione d Italia è il Landsberger, costituito dal 23% di loiessa, 46% di veccia villosa e 31% di trifoglio incarnato, che prevede un impiego di 40-50 kg/ha di seme. Le prestazioni dell erbaio sono ottime, ma non in misura sufficiente per essere competitive con quelle dei cereali (es. orzo e loiessa). 1.1.2 Erbai primaverili-estivi. Le graminacee estive da erbaio più diffuse sono il mais e il sorgo, mentre altre specie, come il miglio, il panìco e il penniseto, rivestono un importanza modesta e sono limitate ad ambienti particolari. Tutte queste specie possono trovare utilizzazione sia in coltura pura sia in miscuglio con leguminose, anche se quest ultima soluzione, di un certo interesse nel passato, oggi è assai poco diffusa. Le possibili forme di utilizzazione foraggera del mais (Zea mays ) sono sostanzialmente due: 1. erbaio in coltura fitta, per la produzione di foraggio da consumo fresco, raramente da insilare, detto anche granturchino o sorghetta o malghetta; 2. erbaio in coltura rada o all americana, per la raccolta del foraggio in maturazione cerosa, il cosiddetto mais ceroso o trinciato integrale o silomais. L erbaio fitto è una tipica coltura irrigua che ha trovato diffusione nei comprensori settentrionali a più intensa attività zootecnica, soprattutto negli allevamenti bovini da latte, come coltura intercalare estiva dopo grano. Le caratteristiche specifiche di questo erbaio sono l elevata densità di semina e la raccolta precoce, alla fioritura o poco dopo. Questo foraggio si presta bene soltanto al foraggiamento verde, per cui ha perduto rapidamente consensi e oggi è quasi abbandonato. L erbaio di mais in coltura rada si differenzia sostanzialmente dalla tradizionale coltura fitta in quanto introduce il nuovo concetto di foraggio come prodotto complessivo dell attività vegetativa e di quella riproduttiva della pianta e prevede la conservazione del foraggio medesimo attraverso l insilamento. Sostanzialmente l erbaio in coltura rada non è altro che una normale coltura da granella il cui foraggio viene raccolto, trinciato e insilato alla maturazione cerosa, 45-50 giorni dopo la fioritura. Il prodotto che ne deriva è un miscuglio di foglia, stocco e spiga, nel quale la granella rappresenta in media il 40-45% della sostanza secca e circa i 2/3 del valore nutritivo. In definitiva l erbaio di mais rado viene coltivato alla stregua del mais da granella, con alcune varianti che interessano la scelta dell ibrido, la densità di semina e l epoca di raccolta. In linea di massima si ritiene che un buon ibrido per foraggio ceroso da insilare debba possedere prima di tutto un elevata attitudine alla produzione di granella, con preferenza per le taglie piuttosto elevate e per gli ibridi che conservano lo stocco e le foglie verdi almeno fino alla maturazione cerosa, a testimonianza di una buona resistenza alle malattie e di una ridotta lignificazione della fibra. Molti degli ibridi commerciati in Italia come mais da foraggio altro non sono che buoni ibridi da granella che presentano queste specifiche caratteristiche. Sul problema della densità di semina si deve segnalare la netta contrapposizione tra quantità e qualità della produzione, nel senso che all aumentare della fittezza aumenta la produzione di sostanza secca, ma si riduce il contenuto di granella del foraggio. Con ibridi delle classi 6-700, il fenomeno diviene particolarmente critico (e cioè diventano più limitati gli aumenti di produzione e maggiori le riduzioni del contenuto di granella) al di sopra delle 10-12 piante per m2. In pratica si usa indicare l investimento ottimale per la coltura da foraggio in 1-3 piante/m2 in più rispetto all investimento ritenuto ottimale per la coltura da granella. Le oscillazioni tra questi valori minimi e massimi D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin