2. Prati, prati-pascoli e pascoli

D 232 D.2 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE FORAGGERE, PRATI E PASCOLI 2. Prati, prati-pascoli e pascoli 2.1 Prati e prati-pascoli. Il prato è una coltura foraggera, o una formazione seminaturale permanente, utilizzata in maniera esclusiva o prevalente con lo sfalcio. Quando vi è un alternanza fra lo sfalcio della produzione primaverile e il pascolamento dei successivi ricacci si parla di prato-pascolo. Ai prati che forniscono foraggi freschi e conservati viene riconosciuto un importantissimo ruolo come base dell alimentazione animale e come fondamentale elemento di equilibrio ambientale. I prati vengono classificati secondo diversi criteri: a seconda dell origine in artificiali (seminati) e naturali (in realtà seminaturali, derivati per lo più da evoluzione di vecchi impianti); a seconda della composizione botanica in monofiti, oligofiti o polifiti; a seconda della durata in temporanei (o avvicendati) e permanenti (da 10 anni a una durata illimitata, comunque non predeterminata). La statistica ufficiale italiana adotta quest ultimo criterio di classificazione. 2.2 Prati avvicendati. La coltivazione dei prati avvicendati si basa sulla scelta di materiale vegetale adatto (leguminose, graminacee o consociazioni) e sull adozione di appropriate tecniche colturali e di utilizzazione. 2.2.1 Prati di leguminose. Le leguminose rappresentano la soluzione tradizionale per costituire prati monofiti di ottimo livello quali-quantitativo con funzione miglioratrice della fertilità del suolo. I mutamenti socio-economici intervenuti negli ultimi 50-60 anni, in particolare quelli relativi ai sistemi di allevamento e alimentazione degli animali, hanno portato a una sostanziale contrazione della loro superficie e a privilegiare specie, varietà e tecniche adatte all utilizzazione con il pascolamento e alla conservazione con mezzi diversi dalla onerosa fienagione (es. insilamento). Specie ad ampio areale di adattamento (Medicago sativa ). la più importante foraggera da prato (oltre 830.000 ha in Italia), tradizionalmente utilizzata per produrre fieno, ma oggi anche per ottenere erba insilata e fornire farina disidratata per l industria mangimistica e concentrati di proteine fogliari per l industria agroalimentare. Usando cultivar a portamento strisciante e corona interrata, l erba medica oggi può essere destinata anche al pascolamento. Dotata di un potente sistema radicale fittonante e di un ricco apparato fogliare, si segnala per l azione miglioratrice del suolo e per l abbondanza e l ottima qualità del foraggio. Predilige terreni calcareo-argillosi profondi; rifugge l acidità del suolo e resiste alla siccità, anche se risponde bene all irrigazione. Esige una corretta utilizzazione a sfalcio nella fase di incipiente fioritura: interventi più precoci o più tardivi compromettono il mantenimento delle riserve e riducono la durata, che di norma è di 3-4 (e talvolta più) anni. L ampio ventaglio varietale (il Registro Nazionale delle Varietà annovera ben 158 cultivar) e il largo ricorso finora fatto agli ecotipi locali (che peraltro oggi sono fuorilegge e sono perciò oggetto di miglioramento genetico per trasformarli in varietà) hanno allargato notevolmente l areale di coltivazione. L insieme delle cultivar presenta però una gamma di precocità (differenza fra le date di fioritura) piuttosto modesta. La produttività, distribuita in più tagli annuali in relazione alle condizioni pedoclimatiche e di gestione (in asciutto o in irriguo), oscilla fra 7 e 15 t di s.s./ha. trifoglio pratense (Trifolium pratense ). Leguminosa perenne di scarsa durata (2 anni nell Europa meridionale), che in Italia ha visto ridurre la sua superficie di coltivazione erba medica

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin