SEZIONE D

PRATI, PRATI-PASCOLI E PASCOLI D 233 a circa 50.000 ha, diffusi soprattutto in Piemonte e nelle regioni centrali, dove può inserirsi in rotazioni brevi. Rispetto all erba medica è meno produttiva, più resistente al freddo e all acidità, ha un ciclo mediamente più precoce ed è più adatta all insilamento. Le cultivar (nel Registro Nazionale ne figurano 22, alcune delle quali tetraploidi, più produttive ed esigenti) e gli ecotipi locali sono molto diversificati. Nel loro insieme presentano una gamma di precocità di 15-20 giorni. Il trifoglio pratense fornisce 2-3 tagli all anno, con una produzione areica compresa fra 5 e 7 t di s.s./ha. trifoglio bianco (Trifolium repens ). Classica leguminosa della pianura irrigua lombarda utilizzata per produrre latte bovino di alta qualità, ha oggi diffusione modesta in coltura pura (circa 20.000 ha, prevalentemente in consociazione) in relazione al mutamento dei sistemi di alimentazione animale. Il trifoglio bianco resta tuttavia una specie con grande capacità di adattamento, anche in virtù della diversità offerta dalle tre varietà botaniche che lo costituiscono: 1. T. repens var. sylvestre (trifoglio selvatico), a foglie molto piccole, di lunga persistenza, diffusissimo in tutto il mondo nei pascoli naturali; 2. T. repens var. hollandicum (trifoglio olandese), forma nana da pascolo con foglie di dimensioni intermedie, costituente dei prati polifiti del Nord e Centro Europa; 3. T. repens var. giganteum (trifoglio ladino), con foglie grandi, coltivato su terreni freschi e leggeri ( ladini ) della Pianura Padana, adatto alla praticoltura artificiale. Le sue caratteristiche morfologiche (steli striscianti che formano le caratteristiche catene a contatto del suolo) conferiscono qualità all erba utilizzata, costituita da foglie, piccioli e peduncoli fiorali. Il trifoglio ladino richiede terreni sciolti, anche acidi (fino a pH 5,5), si presta bene alla consociazione con graminacee, purché frequentemente utilizzata. La durata varia da 3 a 5 anni. Produce più tagli per stagione (fino a 6-7) con rese medie di s.s. di 10-12 t/ha. Il Registro Nazionale annovera 17 cultivar. ginestrino (Lotus corniculatus ). Specie minore ubiquitaria (in Italia si trova spontanea a tutte le quote e latitudini), di taglia bassa, dotata di alta rusticità, buon valore nutritivo ed eccezionale durata, anche se poco aggressiva nelle prime fasi di sviluppo e quindi lenta nell insediarsi. Frequentemente impiegata come componente di consociazioni polifite. Al Registro Nazionale sono iscritte 11 cultivar. Specie prevalentemente adatte ad aree temperate fredde trifoglio ibrido (Trifolium hybridum ). Trifoglio di alta taglia e durata limitata (3 anni), adattabile a tutti i terreni, anche molto acidi. poco coltivato in Italia, anche se, per la sua resistenza al freddo, si presterebbe bene agli ambienti montani. Dà un solo taglio all anno ed è consociabile con le graminacee (es. Phleum pratense). La sua rapidità di insediamento su suoli detritici lo rende adatto a impieghi antierosivi (es. per inerbimenti di piste da sci). Nel Registro Nazionale si trovano 5 cultivar. Specie prevalentemente adatte ad ambienti mediterranei lupinella (Onobrychis viciifolia ). Coltivata per circa 45.000 ha, quasi esclusivamente nell Italia centro-meridionale, è ora in regresso a causa della diminuzione del foraggiamento in stalla in queste regioni. Delle due forme biologiche esistenti (lupinella comune, di bassa taglia, poco produttiva ma molto longeva e utilizzabile con il pascolamento, e lupinella gigante, adatta allo sfalcio, più rapida nell insediamento, con produzione più abbondante e ripartita in più tagli, ma di durata inferiore o uguale a 3 anni), D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin