2.2.2 Prati di graminacee

D 234 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE FORAGGERE, PRATI E PASCOLI il miglioramento genetico tende oggi a valorizzare la prima. La lupinella gigante, tuttora la più diffusa, richiede climi miti, terreni argilloso-calcarei, anche superficiali (e in tal caso sostituisce l erba medica). Il foraggio fresco è molto apprezzato in quanto ricco di zuccheri e non meteorizzante. La produzione annua si aggira sulle 5-6 t di s.s./ha. Nel Registro Nazionale figurano 8 cultivar. sulla (Hedysarum coronarium ). Rappresenta una specie chiave della foraggicoltura mediterranea (110.000 ha dalla Sicilia alla Campania, dal Molise alla Toscana, con qualche presenza in Emilia-Romagna). Specie rustica e versatile, adatta sia al pascolamento esente da rischi di meteorismo (forme a portamento plagiotropo che persistono alcuni anni) sia allo sfalcio (forme erette che durano 2 anni). Un po sensibile al freddo e adatta ai climi mediterranei e ai suoli argillosi (su cui esercita una spiccata azione miglioratrice), la sulla partecipa ai sistemi cerealicolo-foraggeri e a quelli prato-pascolivi. Infatti, oltre a costituire prati-pascoli, può essere usata per il pascolamento e la successiva raccolta di seme; la produzione di seme di fine stagione può essere raccolta, valorizzata come alimento mediante pascolamento differito oppure lasciata disseminare per il reinsediamento. La pianta di sulla è acquosa e ricca di glucidi solubili e assai nettarifera. La produzione di foraggio ha una grande variabilità interannuale: in media oscilla da 3-5 t di s.s./ha al primo anno a 7-9 al secondo. Attualmente vi sono 5 cultivar iscritte al Registro Nazionale. trifoglio sotterraneo (Trifolium subterraneum, T. brachycalycinum, T. yanninicum ). Per quanto raramente sfalciato, il trifoglio sotterraneo, per il largo impiego di seme nelle colture pure e nelle consociazioni binarie, presenta aspetti che possono farlo rientrare fra le specie da prato. Per la taglia molto ridotta e la fittezza del cotico, è in realtà una specie da pascolo che fa parte, insieme ad altri trifogli e mediche, del gruppo delle leguminose annuali autoriseminanti, capaci di rigenerare un popolamento denso ogni anno grazie all interramento di abbondanti quantità di legumi. Ai trifogli sotterranei appartengono il trifoglio sotterraneo sensu strictu (adatto a terreni acidi e sciolti), il trifoglio brachicalicino (adattabile anche ai terreni subalcalini) e il trifoglio ianninico (meno diffuso e limitato a zone più umide). Grazie al ciclo autunno-primaverile, congeniale ai climi mediterranei, alla persistenza per autorisemina, all adattabilità a suoli poveri (che fra l altro arricchisce di azoto) e a pascolamenti (preferibilmente con ovini) continui e severi, il trifoglio sotterraneo è chiamato a svolgere un ruolo importante nell Italia centro-meridionale, non solo come risorsa pascoliva, ma anche in sistemi non convenzionali, per esempio come cover crop e per inerbimenti in aree viticole o forestali in funzione anti-incendio. Per questo, nonostante l attuale modesta diffusione (circa 15.000 ha), è sicuramente una leguminosa emergente. In genere viene avvicendato a cereali, rimanendo in coltura 3-5 anni ma, più frequentemente, viene usato per rinfittire, o costituire ex novo, pascoli permanenti di durata indefinita. La permanenza in coltura dipende dalla dinamica dei semi prodotti, destinati in parte al reinsediamento annuale, in parte al pascolamento estivo degli animali e in parte, sotto forma di semi duri, a costituire e a stabilizzare nel tempo la banca del seme del suolo. La resa del trifoglio sotterraneo va da 4 a 8 t di s.s./ha, cui si aggiungono 0,1-0,4 t di legumi pascolabili. Nel Registro Nazionale sono iscritte 4 varietà appartenenti a specie e classi di precocità diverse. 2.2.2 Prati di graminacee. Le graminacee sono entrate a far parte della praticoltura avvicendata negli ultimi cinquant anni. In coltura pura occupano attualmente 70.000 ha (62.000 la sola loiessa), ma sono presenti, per oltre un milione di ha, nei prati polifiti

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin