2.2.4 Criteri di scelta delle specie e dei miscugli

D 238 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE FORAGGERE, PRATI E PASCOLI 2.2.4 Criteri di scelta delle specie e dei miscugli. La scelta del materiale vegetale prativo deve essere fatta a livello varietale tenendo conto degli obiettivi degli allevamenti, delle esigenze pedoclimatiche e delle caratteristiche agronomiche (produttività, qualità del foraggio, precocità, ritmo di vegetazione, resistenza alle avversità) di ciascuna cultivar. Oltre a questi criteri generali, altri aspetti particolari possono riferirsi alle diverse tipologie di prato. Prati monofiti. Per le leguminose, oltre ai criteri generali, un importante criterio di scelta è la reazione del terreno, nonché la presenza dei rizobi specifici. Rilevanti sono anche la resistenza ai parassiti, l assenza di sostanze antinutrizionali e di composti che provochino meteorismo al bestiame quando sono ingeriti freschi, la persistenza, la resistenza a tagli frequenti, l attitudine al pascolamento, alla fienagione e all insilamento e, per alcune specie (es. il trifoglio sotterraneo), il contenuto in semi duri. Per le graminacee, in genere adattabili a tutti i tipi di suolo, la scelta va fatta principalmente in base alle esigenze climatiche. Altri criteri importanti sono rappresentati da precocità (anche in vista di ottenere prati a utilizzazione scalare), aggressività, durata, potere antierosivo. Consociazioni. I problemi relativi alla scelta dei miscugli sono più complessi. Riguardano in primo luogo la definizione del numero di componenti e, successivamente, il loro equilibrio dovuto all aggressività, alla persistenza e al ritmo di vegetazione di ciascuno di essi. Il numero dei componenti dovrebbe essere ridotto per controllare più facilmente l equilibrio: 2 in condizioni ambientali favorevoli, 3-5 in aree più svantaggiate. Solo in condizioni particolari (situazioni estremamente difficili, inerbimenti a scopo protettivo) può essere giustificato fare appello a miscugli più complessi. L aggressività dei componenti, che condiziona il comportamento associativo, dovrebbe essere poco diversa per evitare il sopravvento di uno sull altro. Questa caratteristica è però di difficile identificazione variando nel tempo e nello spazio e con le varietà. In linea di massima, nella fase di insediamento le specie poco aggressive sono: trifoglio bianco, ginestrino, sulla, coda di topo, festuca arundinacea e gramigna; quelle mediamente aggressive: lupinella, festuca pratense, erba mazzolina ed eragrostide; quelle molto aggressive sono: erba medica, trifoglio pratense, t. ibrido, t. sotterraneo, loietto, loiessa, bromo catartico e falaride. In colture affermate risultano poco aggressive: lupinella, ginestrino, coda di topo e festuca pratense; mediamente aggressive sono: trifoglio bianco, t. ibrido, t. sotterraneo, loietto, bromo catartico e gramigna; molto aggressive: erba medica, trifoglio pratense, sulla, loiessa, erba mazzolina, festuca arundinacea e falaride. Per i requisiti della persistenza e del ritmo di vegetazione è possibile uniformarsi a due principi opposti: quello della similitudine e quello della complementarietà. bene consociare specie di durata e ritmo di vegetazione simili in caso di miscugli bifiti, utilizzazioni a sfalcio o con pascolamento turnato e specie di ritmo di vegetazione e durata diversi (per consentire avvicendamenti floristici nelle stagioni e negli anni) in caso di numero di componenti elevato, ambienti difficili, utilizzazioni con pascolamento continuo. Ma la scelta e la proporzione delle specie da consociare dipendono soprattutto dalle modalità di utilizzazione previste; così, in vista di utilizzazioni a sfalcio, la scelta dovrebbe cadere prevalentemente su: loiessa, festuca arundinacea, erba mazzolina, coda di topo, bromo catartico, falaride, erba medica, trifoglio ladino, trifoglio pratense, lupinella e sulla. Ai fini della fienagione sono preferibili specie di più rapido

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin