2.2.5 Tecniche colturali e utilizzazione

PRATI, PRATI-PASCOLI E PASCOLI D 239 essiccamento, come festuca arundinacea e pratense, erba mazzolina, coda di topo e, fra le leguminose (peraltro più lente a essiccarsi), trifoglio pratense ed erba medica. Per l insilamento sono da privilegiare consociazioni comprendenti loiessa, loietto inglese, loglio ibrido, trifoglio pratense ed erba medica. In previsione di utilizzazioni con il pascolamento, le specie dovrebbero essere scelte fra: trifoglio bianco, loietto, erba mazzolina (alcune cultivar), per gli areali freschi; loglio rigido, gramigna, eragrostide, erba mazzolina (alcune cultivar) e trifoglio sotterraneo per gli areali mediterranei. 2.2.5 Tecniche colturali e utilizzazione Impianto. Nei prati avvicendati l impianto si identifica con la semina su terreno nudo adeguatamente preparato (la vecchia pratica della bulatura in un cereale è ormai superata). I principali problemi tecnici riguardano la preparazione del terreno, l epoca e le modalità di semina e le prime cure colturali per il prato in formazione. La preparazione del terreno, a causa delle modeste dimensioni e della lenta germinazione delle sementi, deve essere particolarmente accurata (è ottimale assicurare un adeguato affinamento, una rullatura pre- e post-semina e una deposizione superficiale con impiego di seminatrice cultipacker). L epoca di semina deve immediatamente precedere un periodo di elevata piovosità e di temperature non estreme. In Italia cade tendenzialmente a inizio primavera o in tarda estate al nord, a primavera inoltrata nelle zone elevate, in autunno, anche inoltrato, nelle aree mediterranee (fatta eccezione per le graminacee macroterme che richiedono semine tardo-primaverili). La quantità di seme è commisurata alla densità iniziale che si vuole ottenere e ai pesi unitari delle sementi. In pratica le quantità consigliate in semina pura sono le seguenti: per le leguminose: 5-7 kg/ha per il trifoglio bianco, 12-15 per il trifoglio ibrido, 25-35 per il trifoglio pratense, ginestrino e trifoglio sotterraneo, 30-40 per l erba medica, 35-40 (100-150 con seme vestito) per la sulla, 50-70 (110-120 con seme vestito) per la lupinella; per le graminacee: 0,5 kg/ha per l eragrostide, 10 per la coda di topo, 20-30 per tutti i logli, l erba mazzolina e la falaride, 30-40 per festuca arundinacea e pratense e avena altissima, 40-60 per il bromo catartico. Per le consociazioni si riferiscono le quantità delle singole specie alla dose di semina pura, tenendo conto della proporzione voluta nel miscuglio. Nei prati bifiti la localizzazione del seme a file alternate, semplici o doppie, consente di ridurre la competizione iniziale fra i componenti. Di norma il primo intervento colturale consiste in uno sfalcio 40-50 giorni dopo la semina per contenere le avventizie annuali. Queste possono essere controllate anche con la tecnica della falsa semina (preparazione anticipata del terreno per far emergere le malerbe, immediata distruzione meccanica o chimica di queste e quindi semina effettiva). Concimazione. Considerando i prati nel loro complesso, va rilevato che l asportazione di elementi minerali da parte dell erba dipende dalla concentrazione di nutrienti nella biomassa, dalla produzione di sostanza secca e dalla qualità del foraggio e quindi essenzialmente dal tipo di utilizzazione attuata. In media le asportazioni di elementi espresse in kg per t di s.s. sono le seguenti (i valori più bassi si riferiscono alla fienagione e quelli più alti al pascolamento): 15-35 per N, 6-10 per P2O5 e 18-30 per K2O. In pratica, la concimazione di impianto deve essere organica (15-35 t/ha di letame o liquami) e minerale: in larga approssimazione: 25-50 kg/ha di N (anche per le leguminose che, pur azotofissatrici, nelle prime fasi di sviluppo sono sprovviste di turbercoli radicali), 120-160 di P2O5 e di K2O (o anche più per i prati di leguminose). Quella di copertura D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin