1.3.2 Varietà e miglioramento genetico

D 24 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO Nei polistici le file centrali presentano una cariosside a base schiacciata e allungata, mentre nelle file laterali si ritrovano chicchi con la base ritorta che conferiscono un aspetto leggermente spiralato. La cariosside può presentare pigmentazioni nelle parti che interessano tessuti del seme, del tegumento o delle glumelle. In particolare si conoscono orzi pigmentati di nero nelle glumelle, nel pericarpo o in entrambi, con colorazione persistente che compare alla maturazione. Sono più frequenti le pigmentazioni antocianiche delle glumelle e dello strato aleuronico, che assume un colore blu scuro. 1.3.2 Varietà e miglioramento genetico. La coltivazione dell orzo, negli ultimi decenni, ha trovato impulso alla diffusione grazie al miglioramento genetico, con la costituzione di numerose varietà dotate di buone caratteristiche agronomiche e di alta produttività. Attualmente le varietà iscritte al Registro italiano sono in larga maggioranza varietà autunnali a uso zootecnico, costituite in Francia, Inghilterra, Germania, Olanda e Belgio e introdotte a partire dal 1970. La prima varietà di successo costituita in Italia è Arda, seguita da altre varietà a spiga distica e polistica con caratteristiche specifiche. Arda, per diversi anni, è stata la varietà più popolare in Italia e in Grecia in termini di diffusione e di semente certificata (23% della superficie coltivata). 1.3.3 Tecnica colturale. L orzo si adatta a tutti i precedenti colturali anche se, in terreni dotati di buona fertilità, non è opportuno farlo seguire a una leguminosa per evitare il rischio di allettamento precoce indotto dall elevata disponibilità di azoto. Le precessioni colturali migliori risultano quelle classiche da rinnovo (mais, bietola, pomodoro, tabacco, patate, ecc.), anche se l orzo può succedere a se stesso. In questo caso però possono insorgere problemi di natura fitosanitaria (es. la virosi del mosaico giallo), con ripercussioni negative sulla produzione. importante il ruolo dell orzo nella realizzazione dei sistemi di doppia coltura e i binomi più comuni sono: orzo-cereali estivi, orzo-leguminose da granella (soia), colture orticole-orzo, dove si sfrutta sia l habitus di crescita della pianta (autunnale o primaverile) sia la precocità del ciclo. L orzo si avvantaggia notevolmente di una buona preparazione del terreno, non tollera i terreni acidi, preferendo quelli neutri o subalcalini e sopporta bene la salinità. L epoca e la quantità di semina vanno considerate insieme: infatti, con semine attuate da metà ottobre a inizio novembre l investimento ottimale, nel Centro-Nord, in grado di garantire la massima produzione, è di 350 semi germinabili/m2 e può essere ridotto a 250-300 per le semine anticipate (prima settimana di ottobre) o incrementato a 400 per quelle di fine novembre-dicembre. Nel Sud l investimento ottimale è di 250-300 semi germinabili/m2 e l epoca di semina va da novembre a metà dicembre. L azoto è l elemento fertilizzante chiave per la buona riuscita della coltura: un eccesso favorisce l allettamento e le predisposizione alle malattie fungine (es. oidio e maculatura reticolare). Produzioni di 8 t/ha di orzo asportano circa 200 kg di azoto. In terreni di media fertilità circa il 65% dell azoto assorbito (120-130 kg) deriva però direttamente dal terreno per la capacità dell apparato radicale dell orzo di esplorare, in terreni ben strutturati, uno strato di circa 120 cm con un elevata attività di assorbimento fino a profondità di 60-80 cm; sarebbe quindi sufficiente apportare da 60 a 80 unità di azoto. Tale quantità deve però essere aumentata a 90-120 unità (l efficienza con cui utilizza la concimazione minerale azotata è di circa il 64%) con le dosi più alte utilizzabili nei terreni più sciolti e dove l azoto è facilmente dilavabile. La concima-

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin