SEZIONE D

D 240 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE FORAGGERE, PRATI E PASCOLI differisce sostanzialmente a seconda della composizione dei prati. Per le leguminose si può fare a meno degli apporti azotati ricorrendo a somministrazioni, preferibilmente autunnali, fosfo-potassiche (il fosforo è però poco mobile nel terreno) nella misura, rispettivamente di 30-40 e 100-200 kg/ha. Per le graminacee è invece necessaria la concimazione azotata (da frazionare in più apporti a partire dal risveglio vegetativo per un totale di 150-300 kg/ha di N) che, oltre ad accrescere la produzione, aumenta anche il contenuto proteico e prolunga il periodo di corretta utilizzazione. In certi casi può essere utile aggiungere anche modesti apporti fosfo-potassici. Nelle consociazioni si utilizzano dosi intermedie rispetto alle colture pure, fino a eliminare gli apporti azotati quando la presenza delle leguminose è significativa. La stessa concimazione influisce poi notevolmente sui rapporti floristici. Attraverso le quantità relative dei singoli elementi (l azoto favorisce le graminacee, fosforo, potassio e calcio favoriscono le leguminose) e i tempi di distribuzione dell azoto e del potassio (apporti ritardati in primavera favoriscono le leguminose), è possibile gestire al meglio l equilibrio desiderato. La distribuzione in copertura dei liquami deve avvenire immediatamente prima della ripresa vegetativa, non in periodi troppo caldi e lontano almeno un mese dalle utilizzazioni, specialmente pascolive. Irrigazione. L irrigazione dei prati ha la funzione di ridurre il flesso produttivo estivo. Fra i prati di leguminose i medicai (i cui consumi idrici stagionali oscillano fra 6.000 e 13.000 m3/ha secondo gli ambienti) richiedono apporti stagionali di 1.000-10.000 m3/ha (minori con il sistema ad aspersione, maggiori con quello a scorrimento), distribuiti in più adacquamenti (fino a 8-10 in regime pluviometrico mediterraneo). Per i ladinai, oggi divenuti prati bifiti, si fa ricorso allo scorrimento superficiale su spianata con volumi di adacquamento intorno a 1.000 m3/ha per turno, il cui numero può arrivare anche a 12 per stagione. Nei prati monofiti di graminacee l irrigazione è meno praticata, ma la risposta produttiva di alcune graminacee (es. la festuca arundinacea), coltivate al Sud su terreni profondi, è sorprendente. Le consociazioni avvicendate, soprattutto per la possibilità di scegliere specie più resistenti alla siccità, possono meglio superare gli stress idrici e conseguentemente ridurre i fabbisogni irrigui. Per questi prati l irrigazione, anche perché spesso ridotta a forme di soccorso, non conduce a sostanziali modifiche della composizione floristica. Controllo delle malerbe. Premesso che il primo accorgimento per un efficace controllo delle infestanti dei prati è l adozione di una corretta tecnica di coltivazione e considerato che molte piante estranee possono contribuire alla produzione foraggera, il diserbo chimico può giustificarsi solo in alcuni casi: nella fase di impianto e, più raramente, in post-emergenza. Nei prati monofiti di leguminose si può impiegare benfluralin in pre-semina, propyzamide in pre-emergenza, imazetapir, 24DB e graminicidi specifici in post-emergenza. In quelli di graminacee la lotta chimica è simile a quella adottata per il frumento e altri cereali, cui si rimanda. Nelle consociazioni, che in genere si infestano meno delle colture pure, può essere sufficiente la lotta preventiva agronomica. In ogni tipo di prato possono poi comparire infestanti particolari (romici, ranuncoli, piantaggini, poligoni) che richiedono trattamenti localizzati a base di 2,4 DB, MCPB, asulam, glifosate (quest ultimo solo con spugne umettanti). Utilizzazione. Per loro stessa definizione i prati avvicendati, e in particolare quelli monofiti di leguminose, prevedono l utilizzazione a sfalcio con differenti destinazioni,

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin