2.3.1 Tipologie di associazioni prative permanenti di

D 242 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE FORAGGERE, PRATI E PASCOLI vegetazionale, assai più dei prati artificiali, dalle situazioni ambientali e di utilizzazione. Per questo presentano una vasta gamma di tipologie. 2.3.1 Tipologie di associazioni prative permanenti di pianura Lolieti. Si tratta di prati pingui a vegetazione più o meno semplificata, dominanti nella valle padana fino all alta pianura. In funzione del livello di intensificazione colturale, sono distinguibili alcune facies. Nelle condizioni irrigue e più intensive domina Lolium multiflorum (loiessa, la cui presenza è mantenuta dalla disseminazione estiva), Poa trivialis e Trifolium repens, cui si aggiungono varie infestanti come Taraxacum officinale, vari ranuncoli e graminacee annue estive dei generi Setaria, Digitaria, Echinochloa e Panicum. In un contesto meno intensivo, si riduce la presenza di loiessa e aumentano i contributi di Lolium perenne, Dactylis glomerata, Poa pratensis e Festuca pratensis. In condizioni ancora meno favorevoli si affermano Alopecurus pratensis, A. utriculatus, Anthoxanthum odoratum, Holcus lanatus, Cynosurus cristatus, accanto a dicotiledoni come Taraxacum officinale, Plantago lanceolata, Achillea millefolium e altre. I lolieti possono produrre annualmente 8-14 t di s.s./ha in 3-5 tagli. Marcite. Prati permanenti ormai di valore storico, oggi conservati esclusivamente per la loro valenza ambientale (ornitologica). Si tratta di prati sistemati ad ala doppia in cui si fa defluire una sottile lama d acqua di fontanile con funzione termica, per consentire la crescita invernale dell erba, utilizzata in passato per integrare la razione secca delle bovine da latte. In inverno la vegetazione è costituita prevalentemente da loiessa e Alopecurus utriculatus che consentono due sfalci da utilizzare in verde; in estate è paragonabile a quella del prato permanente irriguo, padano. 2.3.2 Tipologie di associazioni prative permanenti di collina e montagna Arrenatereti. Sono pingui, derivanti da inerbimento naturale gestiti con regolari sfalci e apporti di letame. Gli arrenatereti sono caratterizzati da una grande diversità vegetazionale e grandi possibilità di evoluzione in relazione all utilizzazione. Le principali specie caratteristiche sono: Arrhenatherum elatius, Dactylis glomerata, Festuca pratensis, Phleum pratense, Poa pratensis, P. trivialis, Trifolium repens, Lotus corniculatus (in pratica le migliori specie che l uomo ha prelevato per costituire prati artificiali), insieme a Lathyrus pratensis, Achillea millefolium, Leucanthemum gr. vulgare, Leontodon hispidus, Taraxacum officinale, Crepis biennis, ecc. Un eccesso di concimazione potassica e azotata e una carenza fosfatica favoriscono le grandi ombrellifere (agevolate anche dal ritardo dei tagli), i romici e le urtiche. Carenze di fertilità determinano invece la riduzione delle migliori graminacee e l aumento di Bromus erectus, Avena pubescens, Koeleria spp., Briza spp., Festuca gr. rubra, Brachypodium spp., Medicago lupulina, Salvia pratensis, ecc. Con l aumento del pascolamento si accentuano le presenze di Lolium perenne, Cynosurus cristatus, Trifolium repens, Achillea millefolium, Bellis perennis, Leontodon spp., Prunella spp. e si riducono Arrhenatherum elatius, Alopecurus pratensis, Avena pubescens, Lathyrus spp. I migliori arrenatereti possono fornire produzioni di oltre 10 t di s.s./ha; in condizioni meno favorevoli si oscilla fra 6 e 8 t/ha e il numero di tagli varia da 2 a 4. Triseteti. Sono prati e prati-pascoli pingui che subentrano agli arrenatereti a maggiore altitudine. Le principali specie caratteristiche sono: Trisetum flavescens, Festuca pratensis, Agrostis tenuis, Pleum pratense, Alchemilla vulgaris, Campanula scheuchzeri,

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin