2.3.4 Rinnovamento dei cotici prativi

D 244 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE FORAGGERE, PRATI E PASCOLI media (Poa pratensis, Agrostis tenuis) denota utilizzazioni più frequenti (fino a 5 sfalci); se dominano considerevolmente le dicotiledoni estranee (ombrellifere, ranuncolacee e altre), significa che all intensività della concimazione ha fatto riscontro un estensività di utilizzazioni (tagli tardivi); quando prevalgono le graminacee a foglie fini (Festuca gr. rubra) il contesto gestionale è molto estensivo, con tagli tardivi e modesti apporti di fertilizzanti organici. Il mantenimento della diversità vegetazionale è molto importante per assicurare la qualità e la tipicità dei prodotti lattiero-caseari. 2.3.4 Rinnovamento dei cotici prativi. I prati permanenti italiani presentano frequentemente situazioni di degradazione floristica e conseguente decadimento produttivo che, qualora le correzioni di tecnica colturale risultassero inadeguate, richiedono interventi di rinnovamento. Quando il vecchio cotico viene distrutto meccanicamente o chimicamente e subito sostituito dal nuovo prato seminato senza l interruzione determinata dall inserimento di altre colture, si parla di risemina; quando il cotico preesistente viene semplicemente migliorato con il rinfittimento, si parla di trasemina. Risemina (o rinnovamento). Consiste nella distruzione meccanica, chimica o combinata del cotico preesistente cercando di preservare il più possibile le favorevoli condizioni dello strato superficiale del terreno. La distruzione meccanica (in genere con erpici o zappatrici rotative) può far ricomparire alcune infestanti perenni (ranuncoli, romici, agropiri, ombrellifere, composite, ecc.), per cui è meglio combinarla con la distruzione chimica utilizzando glifosate, eventualmente addizionato con dicotiledonocidi (MCPA, MCPP, dicamba e asulam, quest ultimo specifico contro i romici). Meno affidabile l esclusiva distruzione chimica (tecnica del sod seeding). Gli ambienti più favorevoli per la risemina sono quelli montani, a suoli tendenzialmente sciolti e piovosità abbondante e regolare. Risulta peraltro difficile la ricostituzione di un cotico effettivamente permanente. Trasemina (o rinfittimento). Consiste nell apporto di seme di una o più foraggere di pregio e competitive in un cotico impoverito, senza distruggere la vegetazione pre-esistente. A seconda degli ambienti le specie più adatte sono: erba medica, lupinella, sulla, trifoglio pratense, erba mazzolina, coda di topo, bromo inerme, loietto inglese e loiessa (quest ultima solo per trasemine estemporanee da effettuare a fine estate). La tecnica più favorevole prevede: la scarificatura del prato prima della trasemina; la semina molto anticipata eseguita a spaglio o a file (con opportune macchine da trasemina dotate di rostri o dischi che incidono il terreno); la concimazione fosfo-potassica; un secondo passaggio di erpice o rullo croskill, oppure un passaggio di animali per favorire il contatto del seme con il terreno; un taglio o un pascolamento anticipato, per attenuare la competitività delle graminacee preesistenti. I prati rinnovati con la trasemina non presentano particolari problemi di utilizzazione. La conservazione dell integrità del cotico consente subito lo sfalcio o il pascolamento. 2.4 Pascoli. I pascoli sono formazioni vegetali permanenti a copertura erbacea, o stratificata con cespugli e alberi, a utilizzazione diretta, da parte degli animali, di aree precluse ad altre utilizzazioni agricole, ma con notevole valenza ambientale. Presentano un ampia gamma di tipologie in funzione della grande estensione territoriale, dalle estreme altitudini alpine alle aree costiere e interne, semi-aride, mediterranee.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin