2.4.1 Gli animali utilizzatori

PRATI, PRATI-PASCOLI E PASCOLI D 245 La vegetazione è l elemento di maggior rilevanza dei pascoli, perché è il risultato, e insieme la chiave di lettura, delle molteplici condizioni ambientali e gestionali esistenti sul territorio. La vegetazione pastorale erbacea costituisce il cotico erboso, tappeto vegetale in equilibrio con il primo orizzonte del suolo, da considerare come un ecosistema, con funzioni produttive ed extraproduttive. Il cotico erboso deve essere tempestivamente e regolarmente utilizzato, pena la degradazione dell erba e, a medio termine, l involuzione della vegetazione. Condizionano la continuità spaziale, la produttività, la qualità pabulare e la perennità del cotico erboso, il suolo, il clima e, soprattutto, gli animali utilizzatori, che rappresentano il principale fattore di gestione e miglioramento. 2.4.1 Gli animali utilizzatori. Gli erbivori domestici e selvatici al pascolo sono utilizzatori e trasformatori dell erba, ma anche efficaci strumenti di gestione e mantenimento delle caratteristiche del cotico erboso. Il pascolamento ben distribuito degli animali assicura, in genere, la più corretta utilizzazione del pascolo. Le abitudini gregarie degli animali pascolatori, invece, dipendenti da specie e razza, riducono l ingestione di erba e arrecano maggiori danni al cotico per i maggiori trasferimenti. Le preferenze alimentari verso le specie vegetali e l intensità di pascolamento variano notevolmente consentendo convivenze fra specie animali diverse e ammettendo forme di pascolamento misto o in successione. L organizzazione giornaliera del tempo degli animali è variabile: per esempio, i bovini pascolano 8-9 ore divisi in due periodi giornalieri, talvolta anche notturni, in funzione dell andamento climatico. L integrazione alimentare al pascolo riduce il periodo di pascolamento e l ingestione di erba. La ruminazione dura 5-9 ore secondo la qualità e la quantità dell erba ingerita. Quando non siano sottoposti a particolari vincoli, gli animali organizzano anche il loro spazio separando, almeno parzialmente, le aree di prelievo di fitomassa da quelle di restituzione e di riposo. Estremamente complessa è l organizzazione del tempo e dello spazio degli ovini, dipendente da fattori ambientali, pabulari e gestionali. Il prelievo di fitomassa è definito pascolamento, quando interessa prevalentemente il manto erbaceo, e brucatura quando è limitato ad organi di piante, più frequentemente legnose. Caratteri del pascolamento sono: l intensità (cioè l approfondimento verso il suolo del morso degli animali, modesto per i bovini, notevole per ovini ed equini che, al limite, possono pregiudicare il ricaccio dell erba) e la selettività (cioè la diversa preferenza verso le singole specie), che è modesta per equini e bovini adulti e progressivamente crescente per giovani bovini, ovini, caprini e ungulati selvatici che lasciano inutilizzate molte piante. Si definisce pressione di pascolamento il rapporto percentuale fra l erba effettivamente consumata e quella offerta. La restituzione delle deiezioni determina effetti negativi (ustioni sulla vegetazione; occupazione di superficie stimata tra il 5 e il 25%; diffusione di semi di infestanti contenuti nelle stesse deiezioni solide o mete; insediamento di specie nitrofile intorno alle mete; rifiuto da parte degli animali dell erba imbrattata) ed effetti positivi (apporto e riciclo dei nutrienti; diffusione dei semi di buone foraggere contenuti nelle mete; insediamento di buone foraggere esigenti intorno alle mete che fungono anche da nuclei di disseminazione e diffusione). Indicativamente, 100 giorni di pascolamento di un capo adulto bovino (UBA) restituiscono fra feci e urine 35 kg di N, 5 kg di P2O5, 35 kg di K2O; poco meno D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin