2.4.3 Metodi di valutazione dei pascoli

PRATI, PRATI-PASCOLI E PASCOLI D 247 mazione di mediocri foraggere oligotrofiche e il peggioramento qualitativo del pascolo, che assume la fisionomia a mosaico con aree inutilizzate e altre sovraccaricate. La non utilizzazione, per quanto meno dannosa del sottocarico, per l eccessiva presenza di residui vegetali inutilizzati, può rendere i cotici erbosi fragili e vulnerabili all incendio e all erosione, tanto da giustificare, talvolta, iniziative di utilizzazione minimale. 2.4.3 Metodi di valutazione dei pascoli. Gli accertamenti di tipo quanti-qualitativo sui pascoli naturali sono poco rappresentativi nel tempo e nello spazio e operativamente onerosi. Si sono gradualmente affermati dei metodi basati sull analisi della vegetazione. Analisi della vegetazione pastorale. Sul piano pratico, è affrontata con l analisi fitopastorale o fitoecologica, in quanto i metodi fitosociologici e fitogeografici sono da considerare insufficienti nei riguardi delle esigenze del pastoralismo, dove è indispensabile un approccio alla vegetazione di tipo quantitativo. Il processo di analisi, finalizzato a una rappresentazione anche cartografica dei risultati in scala 1:5.000 o 1:10.000, inizia con l esame preliminare del territorio oggetto di studio per raggruppare le porzioni contigue di pascolo omogeneo e prosegue con l esecuzione dei rilievi lineari sulla vegetazione di ciascuna porzione omogenea di pascolo. L inventario dei popolamenti vegetali segue il metodo del rilevamento lineare per punti (analisi lineare) proposto dalla Scuola fitoecologica di Montpellier e largamente condiviso. La composizione di un popolamento viene rilevata su linee di flora (dalle quali poi si stima la composizione dell intera formazione). Queste, adeguatamente ripetute, sono collocate sul terreno tenendo conto del variare delle condizioni ambientali. Sono annotati su apposite schede i contatti di una o più specie, in corrispondenza di una verticale materializzata da una sottile asta metallica, per 50 punti posti a distanza di 40-50 cm ciascuno, lungo una linea di 20-25 m. Si ottiene una matrice di frequenze delle specie rilevate poste in ordinata, mentre sull ascissa è collocata la serie di punti di rilievo. La frequenza specifica (Fsi ) di una specie è la presenza della stessa negli n punti campione. Il contributo specifico (Csi ) di ogni specie censita è il rapporto percentuale fra la frequenza specifica della stessa specie e la sommatoria delle frequenze specifiche di tutte le specie censite nel cotico: Fsi # 100 Csi 5 gFsi Il popolamento risulta così qualificato dalle specie, normalmente non più di 5-6, che complessivamente superano il 30-50% di contributo specifico totale. Accorpando i rilievi per specie presenti, e relativo contributo specifico, si definiscono le unità di vegetazione o ecofacies pastorali, che sono alla base di qualunque intervento o progetto di tipo gestionale. Valore pastorale (VP). Collega la composizione vegetazionale al valore per il pascolamento. Alle specie di interesse pastorale è attribuito un indice specifico di qualità pastorale (Is ), empirico e sintetico, variabile da 1 a 5 in funzione di produttività, valore nutritivo, palatibilità, digeribilità. Il VP è un indice numerico di qualità pastorale della formazione, variabile da 0 a 100: n VP 5 a Csi # Isi # 0,2 1 D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin