2.4.4 Tipi di vegetazione pastorale

D 248 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE FORAGGERE, PRATI E PASCOLI dove: n 5 numero delle specie; Is 5 indice specifico della specie i ; Cs 5 contributo specifico della specie i ; 0,2 moltiplicatore per riportare a 100 il valore di VP. Il valore di riferimento teorico (100) corrisponde a un ricoprimento totale di specie con il massimo indice specifico di qualità (pari a 5). Le specie con indici 0 abbassano il VP dell intero popolamento. Capacità di carico. La capacità di carico di un pascolo è definita dal rapporto fra offerta foraggera e fabbisogno degli animali, ottenuta con onerosi rilievi ponderali, estremamente variabili nel tempo e nello spazio. Più applicati sono i metodi basati sulla vegetazione e sul valore pastorale a essa attribuibile; in sintesi, un ottimo prato-pascolo di fondo-valle del piano montano è in grado di mantenere due UBA per ha e per anno, ovvero di produrre 6.000 UF. A ogni punto di valore pastorale corrisponde, quindi, un carico potenziale di 0,02 UBA o di 60 UF. Salendo in altitudine, il coefficiente di conversione si riduce a valori di 0,015 UBA per punto di VP nel piano subalpino e a 0,012-0,001 UBA nel piano alpino, o ancora inferiori alle estreme altitudini (0,007). Il prodotto del VP per il coefficiente di conversione consente di stabilire il carico potenziale del pascolo, con adeguate ulteriori correzioni, per compensare erodibilità e pendenza, introducendo un coefficiente di fragilità compreso fra 0,5 e 1 e tenendo conto della superficie effettivamente pascolabile. In ambiente mediterraneo l applicazione del metodo è più problematica per la maggiore eterogeneità ambientale, per l apporto alla nutrizione animale di frutti e semi e per la più elevata variabilità climatica. 2.4.4 Tipi di vegetazione pastorale. L analisi fitopastorale applicata agli areali italiani ha consentito di individuare numerose formazioni vegetazionali significative. Formazioni pastorali alpine e appenniniche centro-settentrionali: pascoli del piano montano e subalpino. Le praterie comprese nei limiti altitudinali della vegetazione forestale, se sottoposte prevalentemente al pascolamento, evolvono verso cenosi tipicamente pascolive. Dalle minori alle maggiori altitudini ritroviamo i seguenti tipi di vegetazione pastorale. Brachipodieti. Popolamenti assai poveri, caratterizzati dall importante presenza di una delle tre specie di Brachypodium (B. caespitosum, B. genuense, B. rupestre), derivanti quasi sempre da evoluzione di mesobrometi su suoli a scarsa fertilità e spesso percorsi dal fuoco nelle esposizioni solatie su Alpi (B. caespitosum) e Appennini (B. genuense) fin oltre i 2.000 m di altitudine o in aree di ex-coltivi su suolo calcareo (B. rupestre). Sono di modesto potenziale produttivo, con carenze qualitative accentuate dall accumulo di parti morte. Lolieti-cinosureti. Caratterizzati dall abbondanza di Lolium perenne e, in area appenninica, di Cynosurus cristatus, rappresentano le formazioni pastorali qualitativamente migliori della collina e della bassa e media montagna. Si affermano in condizioni di pascolamento razionale con un buon livello di restituzioni animali. Sono frequenti anche Trifolium repens e Poa pratensis, con altre di minore rilievo. Festuceti. Sono le formazioni pastorali più significative del piano montano e subalpino, caratterizzate dall abbondanza di specie di Festuca del gruppo rubra e/o ovina. Si affermano se prevale un pascolamento razionale, con sufficiente-medio apporto di restituzioni animali, con composizione floristica assai diversa. Le specie associate sono Dactylis glomerata, Festuca pratensis, Trifolium repens, T. pratense, Trisetum flave-

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin