1.3.4 Produzione, caratteristiche qualitative e utilizzi

CEREALI - ORZO D 25 zione azotata va eseguita in copertura tenendo presente che la pianta assorbe circa l 80% del suo fabbisogno nel periodo compreso tra l inizio della levata e l avvio della formazione del seme sulla spiga. L elevata capacità di competizione dell orzo nei confronti delle infestanti rende indispensabile il loro controllo solo quando prevalgono le graminacee o comunque il carico della popolazione infestante presente nel terreno è elevato. In questi casi il diserbo in post-emergenza consente interventi mirati in funzione delle specie realmente presenti. 1.3.4 Produzione, caratteristiche qualitative e utilizzi. Le moderne varietà, in semina autunnale, sono oggi in grado di fornire produzioni comprese tra le 6 e le 10 t/ha (le rese della coltura in semina primaverile nel Centro-Nord si riducono del 20-30%). Nei polistici il peso 1.000 semi è di circa 38-40 g e il peso ettolitrico di 61-66 kg/hl; nei distici il peso 1.000 semi è di circa 45-50 g e il peso ettolitrico di 62-68 kg/hl. La produzione italiana di orzo è destinata per l 85% alla zootecnia, per il 10% alla produzione di malto e per il 5% all alimentazione umana diretta. Sempre nell alimentazione del bestiame, accanto all impiego della granella, si è diffuso l uso della pianta intera di orzo raccolta a maturazione latteo-cerosa (33-34% di sostanza secca) per la produzione di insilato. Le produzioni di sostanza secca realizzabili quando l orzo è destinato all insilamento si aggirano in media sulle 16 t/ha, pari a una resa in unità foraggere latte per ettaro di 13.000 nel Centro-Nord e sulle 12 t/ha, pari a una resa in unità foraggere latte per ettaro di 10.000 nel Sud. Come pianta intera, fin dai tempi antichi, l orzo, in coltura pura o in miscuglio con leguminose (ferrane), è il componente principale degli erbai autunno-vernini. La coltura dell orzo da birra in questi ultimi anni si è sviluppata notevolmente in alcune aree italiane occupando circa il 10% della superficie ordeicola. La produzione è concentrata nelle zone di influenza delle malterie, che oggi trasformano esclusivamente granella di orzo prodotto in Italia, mentre nel recente passato la materia prima era tutta di importazione. I motivi che hanno provocato questa inversione di tendenza derivano dal fatto che l Italia ha ottenuto produzioni competitive rispetto a quelle di altri Paesi e ha raggiunto livelli qualitativi superiori. Fattori agronomici e pedoclimatici interagiscono con le varietà causando modifiche più o meno ampie in alcuni parametri qualitativi. Sicuramente la concimazione azotata, quando non accuratamente calibrata, favorisce l accumulo eccessivo nella granella delle proteine di riserva e dei b-glucani. Valori elevati di queste sostanze sono indice di scarsa qualità, sia perché alti contenuti si riflettono sulla resa in malto sia per la qualità intrinseca dello stesso (intorbidimento della birra e fermentazioni anomale). Pertanto nella pratica agricola sono consigliate basse dosi di azoto per ottenere granella di pregio. Recentemente sono state attivate nuove linee di ricerca per la preparazione e caratterizzazione qualitativa di prodotti contenenti orzo (pasta, pane, surrogato di caffè, prodotti dolciari da forno). 1.3.5 Avversità orzo (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Per le avversità che interessano la coltura, nei vari stadi di sviluppo ed eventuale fase di conservazione post-raccolta, si rimanda alla Sezione specifica. Un quadro di sintesi è proposto in parallelo sulla versione digitale. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin