SEZIONE D

D 250 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE FORAGGERE, PRATI E PASCOLI I pascoli di condizioni termiche possono essere a cotico discontinuo (anche a gradini) e a cotico chiuso, fra i quali sono interessanti le formazioni a: Brachypodium caespitosum (Alpi) e B. genuense (Appennino) in continuità con le analoghe formazioni del piano sub-alpino inferiore; Onobrychis montana con Festuca gr. ovina, Festuca violacea, Lotus corniculatus, Helianthemum nummularium, Sesleria varia. Ottime formazioni dei suoli calcarei se è abbondante la prima specie; Sesleria varia con Festuca gr. ovina, Lotus corniculatus, Carex sempervirens, Astragalus sempervirens, Helianthemum nummularium, a cotica discontinua dei pendii calcarei alpini. I pascoli di condizioni nivali risultano interessanti per le utilizzazioni tardive. Sono importanti le seguenti formazioni. Plantago alpina e Festuca gr. rubra, frequentemente associate a Trifolium thalii, T. pallescens, Phleum alpinum, Leontodon hispidus, Poa alpina, Nardus stricta, Alopecurus gerardi, tipiche dei migliori pascoli alto-alpini su terreni ricchi di carbonati, razionalmente utilizzati. Nardus stricta e Plantago alpina, spesso con Carex sempervirens, Trifolium alpinum, Poa alpina, Ligusticum mutellina, Ranunculus pyrenaicus, Alpecurus gerardi, tipiche degli alti valloni su terreno siliceo. Nelle conche e nelle vallette nivali, ritroviamo ancora formazioni a Plantago alpina, associata ad Alopecurus gerardi, Ranunculus pyrenaicus, Genum montanum, Poa alpina, Carex foetida. Con oltre 8 mesi di innevamento sono frequenti i cotici a Salix herbacea o S. retusa (suoli umificati acidi) o Salix reticulata o S. serpyllifolia (su calcare), con Alchemilla pentaphyllea e Plantago alpina. I seslerieti puri, così come i firmeti, i varieti e i curvuleti presentano solamente interesse ambientale, naturalistico e paesaggistico. Formazioni a frutici e arbusti nani, con importante presenza erbacea, hanno interesse pastorale anche per le dinamiche evolutive esistenti con i pascoli mal gestiti. Si citano le brughiere a Calluna vulgaris e Genista sp. del piano montano; quelle a Vaccinium myrtillus, V. uliginosum, V. gaultherioides (Appennino tosco-emiliano) Rhododendron ferrugineum, R. hirsutum (su calcare nelle Alpi centrali e orientali) con Nardus stricta, Meum athamanticum, Carex sempervirens, Festuca gr. rubra, Avenella flexuosa, Trifolium alpinum, Plantago alpina, Polygonum viviparum del piano subalpino. In posizioni solatie le formazioni di condizioni termiche possono analogamente evolvere verso arbusteti a Juniperus nana. Formazioni pastorali degli ambienti mediterranei. Le praterie degli ambienti mediterranei, per la più accentuata variabilità climatica e per il maggiore impatto antropico, sono più frammentarie e meno definibili di quelle alpine e appenniniche. Quasi tutte di origine secondaria, subentrano alle foreste a seguito di disboscamento o incendio e presentano una vegetazione ricca di terofite. Procedendo dal livello del mare verso le montagne (e da sud verso nord, cioè lungo un gradiente di mediterraneità decrescente), viene ad attenuarsi il carattere steppico della vegetazione e, contrariamente a quanto avviene nelle Alpi, aumenta il periodo di utilizzabilità. Le tipologie più importanti dell areale mediterraneo sono le seguenti.

SEZIONE D
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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin