SEZIONE D

PRATI, PRATI-PASCOLI E PASCOLI D 255 ambientale ed evoluzioni negative della vegetazione, con sviluppo di nitrofile (Urtica, Rumex, Chenopodium, Senecio, Poligonum) e impoverimenti dei cotici nelle aree pascolate circostanti, per trasferimento della fertilità con aumento di specie oligotrofiche come il nardo. Quantità dell ordine delle 20 t per ha di liquami sono correttamente impiegabili per le cotiche pingui (VP 40-50); si scende a 10-15 t per le cotiche medie (VP 25-30) e a quantitativi ancora inferiori per vegetazioni più povere e soprattutto su substrati permeabili e superficiali. I liquami sono distribuiti di norma a fine stagione, ma è possibile una ripartizione diluita a metà estate per migliorare la ricrescita. Nell impossibilità tecnica, o economica o normativa, di impiegare i liquami, occorre adottare il pascolamento turnato con carichi istantanei sufficientemente elevati, il riposo diurno e notturno degli animali sul pascolo, la mungitura mobile, variando frequentemente il luogo dell operazione e la corretta collocazione dei punti di richiamo degli animali (sale, acqua, cotico migliorato). Con carichi istantanei di 50-100 UBA/ha (almeno 25.000 kg di PV), adeguatamente gestiti, si possono ripulire pascoli invasi da arbustive di modesta e media taglia. Combinando specie animali diverse (bovini e caprini per esempio), è possibile ridurre progressivamente anche la presenza di cespugli di alta taglia. Rinfittimento con il pascolamento differito. Con tale tecnica si consente la grani- gione e la disseminazione delle specie desiderate e si ottiene l apporto di semi al suolo da combinare con utilizzazioni razionali e intense per ottenere il rinfittimento del cotico stesso. Occorre evitare un eccessiva disseminazione delle specie più precoci, che non sempre presentano le migliori caratteristiche pabulari, con un accorta scelta dei momenti di presenza degli animali. Recupero delle superfici. Attualmente si può pensare soltanto a qualche modesto in- tervento di spietramento, con funzione manutentiva di pascoli montani danneggiati da materiale grossolano, proveniente dalle pendici sovrastanti. In ambiente mediterraneo lo spietramento conserva una certa importanza quando vi sia la possibilità di trasformare aree degradate in aree a pascolo migliorato, anche sfalciabile. Il decespugliamento può essere eseguito con mezzi meccanici, fisici e chimici. da sconsigliare l uso di lame apripista per la forte manomissione del suolo mentre, quando la copertura arbustiva è rada, è suggeribile il taglio fuori terra delle piante e il successivo sgombero; quando lo strato arbustivo è basso e compatto (es. cisti ed ericacee), conviene l impiego di trituratori a catene o a martelli. La triturazione esercita una favorevole azione pacciamante che, in ambiente mediterraneo, facilita l affermazione delle leguminose autoriseminanti. Su arbusti sparsi è possibile intervenire con il fuoco controllato o con trattamenti localizzati di decespuglianti (fosaminaammonio, glifosate, triclopir, picloran 1 2,4 D, 2,4 D), eventualmente anche sui ricacci dopo il taglio. Il contenimento delle specie invadenti deve essere attuato primariamente con gli animali concentrando i carichi, mentre su aree ristrette o su singoli individui è proponibile lo sfalcio ripetuto o l impiego di erbicidi. I principi attivi impiegabili sono: glifosate con trattamento localizzato contro felci, veratro, ferule, inula, romice, asfodeli, cirsi, cardi, eventualmente con attrezzatura a barra umettante; picloran 1 2,4 D su inula e ferule; triclopir 1 2,4 D contro veratro, rovo, cisti; dicamba, contro felci e ranuncoli; asulan contro romici e felci; questi ultimi due principi attivi anche in trattamenti applicabili su piccole superfici. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin