SEZIONE D

D 256 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE FORAGGERE, PRATI E PASCOLI Il risanamento di aree pascolive umide è ottenibile con affossature o con il drenaggio. Trattandosi spesso di superfici relativamente modeste, occorre comunque valutare gli aspetti economici e ambientali connessi alla conservazione di biotopi e specie di ambienti umidi. Miglioramento della produttività del cotico. Per integrare gli apporti di nutrienti si può intervenire con la concimazione minerale. La valutazione della necessità di tale integrazione deriva dall esame della composizione vegetazionale, del livello produttivo più o meno prossimo al potenziale dell ambiente considerato e del diagramma della distribuzione stagionale dell offerta di erba. I rapporti fra graminacee e leguminose orientano il tipo di intervento. In linea di massima sono auspicabili contributi specifici complessivi delle leguminose compresi fra 10 e 30. Nelle formazioni a leguminose autoriseminanti, tipiche degli areali mediterranei, è bene che tali contributi siano sensibilmente superiori (50-60). La concimazione fosfatica apportata con regolarità (20-40 kg/ha di P2O5) mantiene un adeguato equilibrio. La presenza di leguminose assicura, con l azotofissazione, un flusso di elemento per le graminacee molto importante nelle aree mediterranee, perché la concimazione minerale azotata è spesso inefficace per carenza e irregolarità delle precipitazioni. Su suoli carenti è possibile arricchire il tenore in fosforo integrando l alimentazione animale con apporti di sali fosfatici monosodici e monocalcici (in rulli collocati sul pascolo), che in gran parte ritornano al suolo. Meno frequente è l impiego dell azoto minerale (in ogni caso dosi di 30-50 kg/ha di N), che può essere somministrato su modeste superfici per anticipare o prolungare la crescita dell erba in primavera e in autunno oppure per attenuare la flessione produttiva estiva delle graminacee negli ambienti alpini e appenninici centro-settentrionali a estati fresche. Quando siano correttamente gestite le restituzioni animali, è poco frequente, l esigenza di concimazioni potassiche. L irrigazione dei pascoli è in declino anche dove era più praticata, in relazione all onerosità dell operazione; permane, tuttavia, negli areali ricchi di acque di superficie per la fertirrigazione e con il metodo dell aspersione in pochi areali alpini, a favore soprattutto dei prati-pascoli. Gli interventi di rinnovamento del cotico, previa distruzione chimica o meccanica di quello preesistente e rinfittimento con la trasemina, sono privi di interesse pratico ed economico. La trasemina può trovare applicazione sui pascoli solo in casi particolari, limitatamente all introduzione di leguminose a rapido insediamento (erba medica a portamento prostrato, trifoglio bianco, lupinella, sulla, trifoglio sotterraneo e mediche annuali autoriseminanti). Più attuale è il rinfittimento del cotico ottenibile con il pascolamento differito che, soprattutto negli ambienti mediterranei, è più proponibile del tradizionale riposo, che normalmente implica maggiori rischi di incendio e di involuzione della vegetazione. Incendio pastorale. L uso del fuoco su pascoli aperti, cespugliati e arborati è un intervento importante e diffuso, soprattutto nelle aree mediterranee, per i positivi effetti a breve termine: mobilitazione degli elementi nutritivi del suolo; reinsediamento delle leguminose annuali autoriseminanti per l interruzione della dormienza dei semi duri; aumento della frequenza e stimolo al ricaccio delle foraggere perenni; miglioramento dell appetibilità di quelle mediocri (es. ampelodesma e brachipodi). Di contro, il fuoco riduce la sostanza organica e la fertilità biologica del suolo e la

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PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin