2.4.8 Organizzazione dell’attività pastorale

PRATI, PRATI-PASCOLI E PASCOLI D 257 tenuta antierosiva del manto vegetale. Negli incendi che comportano alte temperature in pascoli declivi, le perdite di suolo possono essere imponenti a causa della pirolizzazione della sostanza organica, che tende a fluidificare e a spostarsi lungo il profilo per ridepositarsi in uno strato sottosuperficiale dove, acquistando idrorepellenza, forma pellicole impermeabili che, con le piogge, facilitano l asportazione totale del suolo sovrastante. Gli effetti degli incendi sono complessi e condizionati da moltissimi fattori: la temperatura del fuoco (a sua volta legata alla quantità di fitomassa) che, per non essere distruttiva, non dovrebbe eccedere i 900 °C; la tessitura del suolo (i maggiori rischi si hanno nei terreni sciolti); la morfologia delle pendici; lo stock dei semi del suolo; il tipo di vegetazione (es. i brachipodieti sono meno combustibili dei festuceti e dei cisteti); la frequenza negli anni (il tempo di ritorno sulle stesse aree non dovrebbe essere inferiore a 4-6 anni, ma nemmeno di troppo superiore per non far accumulare fitomassa e conseguentemente innalzare oltre misura la temperatura nei successivi incendi); le condizioni meteorologiche al momento dell incendio. Sul dominio di questi fattori si basa la tecnica, assai usata all estero, dell incendio controllato (o prescritto), che utilizza il fuoco come mezzo di miglioramento in campo silvopastorale e faunistico-venatorio e prevede il pascolamento dopo ogni intervento per condizionare favorevolmente lo sviluppo della vegetazione pastorale. Il fuoco può essere localizzato (pirodiserbo) su piante singole (ampelodesma) o su arbusti invadenti. L incendio può favorire l invasione di specie pirofite (come Cistus spp., Ferula spp., Asphodelus spp., Andropogon hirtus, Pteridium aquilinum), la cui eliminazione richiede interventi meccanici. L incendio pastorale è dunque un arma efficace, ma delicata, che richiede capacità tecniche e continue cautele. 2.4.8 Organizzazione dell attività pastorale. In Italia l attività pastorale si è sviluppata con rapporti di complementarietà fra territori differenti o fra risorse diverse, il che implica il trasferimento stagionale di animali (transumanza) o una gestione combinata delle diverse fonti foraggere (sistemi stanziali ). Transumanza. Negli spostamenti stagionali degli animali, se prevale una componente orizzontale si parla di grande transumanza, se prevale una componente verticale si parla di monticazione, che presuppone trasferimenti prevalentemente locali. La grande transumanza utilizza tipicamente le risorse pastorali dei grandi massicci appenninici e alpini e delle zone costiere a inverno mite, prevalentemente con ovini. Con il suo ridimensionamento si sono sviluppati allevamenti stanziali a maggiore impiego di foraggi conservati o una monticazione a raggio più breve. La monticazione, o transumanza verticale, è praticata da allevamenti stanziali delle vallate o delle zone di pianura prossime ai rilievi. Utilizza progressivamente risorse situate a diverse altitudini. A seconda dell orientamento produttivo degli animali, varia l organizzazione delle diverse unità pastorali (da aree pascolive prive di strutture e attrezzature per giovani bovini, vacche nutrici, pecore da carne, a complessi pastorali con fabbricati per il personale, gli animali, la trasformazione dei prodotti e, talvolta, la ricezione agrituristica) che assumono nomi diversi (Alpe, Alpeggio, Montagna, Malga, Casera, Stazzo) e che talvolta sono articolate in aree a utilizzazione successiva e prendono il nome di stazioni, tramuti o poste. I problemi attuali riguardano l adeguamento tecnico dell impresa pastorale che deve far fronte all aumentata dimensione delle D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin